«Reddito minimo: serve un sostegno più efficace per combattere la povertà e favorire l’occupazione.» – 28Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 28 Settembre 2022

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«Reddito minimo: serve un sostegno più efficace per combattere la povertà e favorire l’occupazione.»

«Oggi la Commissione invita gli Stati membri a modernizzare i propri regimi di reddito minimo nel quadro dell’attuale impegno per la riduzione della povertà e dell’esclusione sociale in Europa. La proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca un’inclusione attiva stabilisce le modalità con cui gli Stati membri possono modernizzare i propri regimi di reddito minimo per renderli più efficaci, sottraendo le persone alla povertà e promuovendo nel contempo l’integrazione nel mercato del lavoro di quanti sono in grado di lavorare.

Il reddito minimo è costituito da pagamenti in contanti che aiutano le famiglie che ne hanno bisogno a colmare lo scarto rispetto a un determinato livello di reddito per pagare le bollette e condurre una vita dignitosa. Tali pagamenti sono particolarmente importanti in periodi di recessione economica perché contribuiscono ad ammortizzare il calo del reddito delle famiglie per le persone più bisognose, contribuendo in tal modo a una crescita sostenibile e inclusiva. Sono generalmente integrati da prestazioni in natura che danno accesso a servizi e incentivi mirati per accedere al mercato del lavoro. I regimi di reddito minimo non sono quindi uno strumento passivo, ma fungono da trampolino di lancio per migliorare l’inclusione e le prospettive occupazionali. Regimi di reddito minimo ben concepiti consentono di trovare un equilibrio tra la riduzione della povertà, l’incentivazione del lavoro e il mantenimento di spese di bilancio sostenibili.

Il reddito minimo e le reti di sicurezza sociale devono prevedere incentivi e sostegno sufficienti affinché i beneficiari che sono in grado di lavorare possano reintegrarsi nel mercato del lavoro. Dovrebbero quindi essere concepiti anche per contribuire alla piena realizzazione del potenziale delle transizioni verde e digitale, sostenendo le transizioni nel mercato del lavoro e una partecipazione attiva delle persone svantaggiate.

I vantaggi di carattere sociale ed economico derivanti dalla presenza di reti di sicurezza sociale adeguate e mirate sono diventati ancora più importanti durante i lockdown legati alla pandemia di COVID-19. Disporre di un adeguato reddito minimo è estremamente importante nell’attuale contesto di aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, in quanto le misure sul reddito possono essere destinate specificamente ai gruppi vulnerabili.

La proposta contribuirà al conseguimento degli obiettivi sociali dell’UE per il 2030 volti a ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà di esclusione, comestabilito nel piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, e aiuterà gli Stati membri a raggiungere l’obiettivo secondo cui almeno il 78% della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni dovrebbe avere un lavoro.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “I sistemi di protezione sociale contribuiscono a ridurre le disuguaglianze e le differenze sociali. Garantiscono una vita dignitosa a coloro che non possono lavorare e incoraggiano coloro che possono farlo a ritrovare un impiego. In un momento in cui molte persone faticano a raggiungere fine mese, quest’autunno sarà importante che gli Stati membri modernizzino le proprie reti di sicurezza sociale con un approccio di inclusione attiva per aiutare le persone più bisognose. È così che possiamo combattere la povertà e l’esclusione sociale e aiutare un maggior numero di persone a trovare lavoro in questo periodo difficile.”

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “Oggi più di una persona su cinque nell’UE è a rischio di povertà e di esclusione sociale. In tutti gli Stati membri esistono regimi di reddito minimo, ma dalle analisi risulta che non sempre sono adeguati, raggiungono tutti coloro che ne hanno bisogno o motivano le persone a rientrare nel mercato del lavoro. In un contesto di aumento del costo della vita e di incertezza dobbiamo garantire che le nostre reti di sicurezza siano all’altezza del compito. Dovremmo prestare particolare attenzione al reinserimento dei giovani nel mondo del lavoro anche attraverso il sostegno al reddito, in modo che non restino intrappolati in un circolo vizioso di esclusione.”

Reti di sicurezza sociale ben concepite per aiutare le persone bisognose

Anche se il reddito minimo esiste in tutti gli Stati membri, le variazioni in termini di adeguatezza, portata ed efficacia nel sostenere le persone sono significative.

L’odierna proposta di raccomandazione del Consiglio fornisce agli Stati membri orientamenti chiari sulle modalità per garantire che i propri regimi di reddito minimo siano efficaci nella lotta alla povertà e nella promozione dell’inclusione attiva nella società e nei mercati del lavoro.

Si raccomanda agli Stati membri di:

  • migliorare l’adeguatezza del sostegno al reddito:
  • fissare il livello del sostegno al reddito mediante una metodologia trasparente e solida;
  • pur salvaguardando gli incentivi al lavoro, garantire che il sostegno al reddito risponda gradualmente una serie di criteri di adeguatezza. Gli Stati membri dovrebbero raggiungere un livello adeguato di sostegno al reddito entro la fine del 2030, preservando nel contempo la sostenibilità delle finanze pubbliche;
  • riesaminare annualmente e, se necessario, adeguare il livello del sostegno al reddito;
  • migliorare la copertura del reddito minimo e il ricorso allo stesso:
  • i criteri di ammissibilità dovrebbero essere trasparenti e non discriminatori; ad esempio, per promuovere la parità di genere e l’indipendenza economica, in particolare delle donne e dei giovani adulti, gli Stati membri dovrebbero fare in modo che il sostegno al reddito sia erogato per persona, anziché per nucleo familiare, senza necessariamente aumentare il livello complessivo delle prestazioni per famiglia. Sono inoltre necessarie ulteriori misure per garantire il ricorso al reddito minimo da parte delle famiglie monoparentali, formate in prevalenza da donne;
  • le procedure di presentazione della domanda dovrebbero essere accessibili, semplificate e corredate di informazioni di facile comprensione;
  • la decisione sulla domanda di reddito minimo dovrebbe essere emessa entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, con possibilità di riesame della decisione;
  • i regimi di reddito minimo dovrebbero essere in grado di rispondere alle crisi socioeconomiche, ad esempio tramite l’introduzione di una maggiore flessibilità per quanto riguarda l’ammissibilità;
  • migliorare l’accesso a mercati del lavoro inclusivi:
  • le misure di attivazione dovrebbero fornire incentivi sufficienti a (ri)entrare nel mercato del lavoro, con particolare attenzione al sostegno ai giovani adulti;
  • i regimi di reddito minimo dovrebbero aiutare le persone a trovare un lavoro e a mantenerlo, ad esempio attraverso un’istruzione e una formazione inclusive nonché un sostegno (post-collocamento) e di tutoraggio;  
  • dovrebbe essere possibile combinare il sostegno al reddito con il reddito da lavoro per periodi più brevi, ad esempio durante il periodo di prova o i tirocini;
  • migliorare l’accesso ai servizi abilitanti ed essenziali:
  • i beneficiari dovrebbero avere un accesso effettivo a servizi abilitanti di qualità quali l’assistenza (sanitaria), la formazione e l’istruzione. Coloro che ne hanno bisogno dovrebbero disporre di servizi di inclusione sociale come la consulenza e il coaching;
  • i beneficiari dovrebbero avere un accesso continuo ed effettivo ai servizi essenziali, come l’energia;
  • promuovere un sostegno personalizzato:
  • gli Stati membri dovrebbero svolgere una valutazione individuale e multidimensionale delle esigenze per individuare gli ostacoli all’inclusione sociale e/o all’occupazione incontrati dai beneficiari e il sostegno necessario per affrontarli;
  • su tale base, entro tre mesi dall’accesso al reddito minimo i beneficiari dovrebbero ricevere un piano di inclusione che definisca obiettivi comuni, un calendario e un pacchetto di sostegno su misura per raggiungere tali obiettivi;
  • aumentare l’efficacia della governance delle reti di sicurezza sociale a livello di UE, nazionale, regionale e locale nonché quella dei meccanismi di monitoraggio e comunicazione.

Sono disponibili finanziamenti dell’UE per aiutare gli Stati membri a migliorare i propri regimi di reddito minimo e le proprie infrastrutture sociali attraverso riforme e investimenti.

Miglioramento delle valutazioni d’impatto per politiche eque

Oggi la Commissione presenta anche una comunicazione dal titolo “Valutare meglio l’impatto distributivo delle riforme degli Stati membri”, che fornisce orientamenti per indirizzare meglio le politiche in modo trasparente, assicurandosi che non accentuino le disuguaglianze esistenti e tenendo conto dell’impatto sulle diverse aree geografiche e sui diversi gruppi di popolazione, come le donne, i minori e le famiglie a basso reddito. La comunicazione contiene orientamenti sui settori strategici, sugli strumenti, sugli indicatori, sulla tempistica, sui dati e sulla diffusione della valutazione. Gli orientamenti presentati oggi sono pertinenti anche per gli Stati membri in sede di definizione dei propri regimi di reddito minimo.

Prossime tappe

La proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca un’inclusione attiva, presentata dalla Commissione, sarà discussa dagli Stati membri in vista dell’adozione da parte del Consiglio. Una volta adottata, gli Stati membri dovrebbero riferire alla Commissione ogni tre anni in merito ai progressi compiuti nell’attuazione. La Commissione seguirà inoltre i progressi compiuti nell’attuazione della raccomandazione nel contesto del semestre europeo. Lo strumento proposto, vale a dire una raccomandazione del Consiglio, lascia agli Stati membri un margine sufficiente per determinare le modalità per conseguire al meglio gli obiettivi della presente iniziativa, tenendo conto delle loro circostanze specifiche.

Contesto

Nel 2021 più di una persona su cinque, ossia 94,5 milioni di persone in totale, era a rischio di povertà o di esclusione sociale nell’UE. Le reti di sicurezza sociale svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere queste persone e, se sono in grado di farlo, aiutarle a (ri)entrare nel mercato del lavoro. Servono tuttavia regimi di protezione sociale più efficaci: circa il 20% delle persone senza occupazione a rischio di povertà non ha diritto a ricevere alcun sostegno al reddito e si stima che tra il 30% e il 50% della popolazione ammissibile non ricorra al sostegno al reddito minimo. 

Il principio 14 del pilastro europeo dei diritti sociali sancisce il diritto a un adeguato reddito minimo. Al fine di promuovere l’inclusione sociale e l’occupazione e garantire che nessuno sia lasciato indietro, la Commissione ha presentato numerose iniziative supplementari che integrano la proposta odierna, tra cui la proposta di direttiva relativa a salari minimi adeguati, intesa a garantire che il lavoro assicuri un reddito sufficiente per una vita dignitosa, la garanzia europea per l’infanzia, intesa a offrire ai minori un accesso gratuito ed efficace a servizi fondamentali, e la strategia europea per l’assistenza, intesa a migliorare la situazione in particolare delle donne e delle persone nel settore dell’assistenza. La raccomandazione della Commissione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) offre orientamenti sulle politiche attive del mercato del lavoro, anche per quanto riguarda il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione. La raccomandazione del Consiglio relativa alla garanzia di una transizione equa verso la neutralità climatica stabilisce orientamenti specifici per attuare politiche per una transizione equa, con particolare attenzione alle famiglie vulnerabili. Infine la proposta di regolamento della Commissione relativa a un intervento di emergenza per far fronte al rincaro dei prezzi dell’energia mira ad affrontare il drastico incremento dei prezzi dell’energia riducendo il consumo e condividendo i ricavi eccezionali dei produttori di energia con coloro che hanno più bisogno di aiuto.»

Per ulteriori informazioni

Proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca un’inclusione attiva

Comunicazione “Valutare meglio l’impatto distributivo delle riforme degli Stati membri”

Domande e risposte: adeguato reddito minimo

Scheda informativa: adeguato reddito minimo

«Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina.» – 28Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 28 Settembre 2022

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«Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina.»

«La Commissione europea ha approvato il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022 e modificato il 20 luglio 2022, che si fonda sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che riconosce che l’economia dell’UE sta subendo gravi perturbazioni.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Con questi 700 milioni di €, l’Italia garantirà che le imprese colpite dall’attuale crisi geopolitica e dalle relative sanzioni dispongano di liquidità sufficiente, consentendo loro di proseguire la loro attività economica in questo difficile contesto. Continuiamo a restare al fianco dell’Ucraina e del suo popolo. Allo stesso tempo proseguiamo la stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire che le misure nazionali di sostegno possano essere attuate in modo tempestivo, coordinato ed efficace, tutelando nel contempo la parità di condizioni nel mercato unico“.

La misura dello Stato italiano

L’Italia ha notificato alla Commissione un regime da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina.

La misura sarà accessibile alle piccole e medie imprese (“PMI”) e a quelle con meno di 1500 dipendenti (imprese a media capitalizzazione) attive in tutti i settori colpiti dall’attuale crisi geopolitica e dalle sanzioni e controsanzioni adottate in tale contesto.

Sono tuttavia escluse le imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura, del settore bancario e finanziario, nonché le società commerciali e di intermediazione commerciale.

La misura è analoga ad altri regimi italiani a sostegno dei settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura, come quello approvato dalla Commissione il 18 maggio 2022 (SA.102896).

Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato sotto forma di sovvenzioni dirette.

Il regime sarà accessibile alle imprese con un fatturato estero medio complessivo, negli anni 2019, 2020 e 2021, pari ad almeno il 10% del fatturato medio totale degli stessi anni.

Per essere ammissibili, le società devono inoltre rifornirsi per determinate parti dell’insieme delle loro forniture dall’Ucraina, dalla Russia o dalla Bielorussia e prevedere, per l’esercizio finanziario 2022, i) un aumento del costo unitario medio delle forniture; o ii) una riduzione dei quantitativi di forniture provenienti dagli stessi paesi di almeno il 20 % rispetto alla media registrata nel 2019, 2020 e 2021.

La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno 500.000 € per impresa; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

Contesto

Il quadro temporaneo di crisi, adottato il 23 marzo 2022 , consente agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l’economia nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina.

Il quadro temporaneo di crisi è stato modificato il 20 luglio 2022 per integrare il pacchetto di preparazione all’inverno, in linea con gli obiettivi del piano REPowerEU.

Il quadro temporaneo di crisi prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:

  • aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, destinati alle imprese colpite dall’attuale crisi o dalle sanzioni e controsanzioni adottate in tale contesto, fino ai nuovi massimali, aumentati a 62.000 € e a 75.000 €, rispettivamente, per i settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura e a 500.000 € per tutti gli altri settori;
  • sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati;
  • aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia che possono essere concessi in qualsiasi forma e compenseranno parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, a fronte dei costi aggiuntivi dovuti agli aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’energia elettrica. Gli aiuti complessivi per beneficiario non possono superare il 30% dei costi ammissibili e, al fine di incentivare il risparmio energetico, non dovrebbero riguardare più del 70% del suo consumo di gas e di energia elettrica registrato nello stesso periodo dell’anno precedente, fino a un massimo di 2 milioni di € in qualsiasi momento. Se l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. Pertanto, per gli utenti a forte consumo di energia, le intensità di aiuto sono più elevate e gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di €, e, per le imprese che operano in settori e sottosettori particolarmente colpiti, fino a 50 milioni di €.
  • Misure intese a accelerare la diffusione delle energie rinnovabili. Gli Stati membri possono istituire regimi di investimenti nelle energie rinnovabili, tra cui l’idrogeno rinnovabile, il biogas e il biometano, lo stoccaggio e il calore rinnovabile, anche mediante pompe di calore, con procedure di gara semplificate che possono essere attuate rapidamente, prevedendo nel contempo garanzie sufficienti per tutelare la parità delle condizioni. In particolare, gli Stati membri possono elaborare regimi relativi a tecnologie specifiche, che richiedono un sostegno alla luce delle specificità dei mix energetici nazionali; e
  • misure che agevolano la decarbonizzazione dei processi industriali. Per accelerare ulteriormente la diversificazione dell’approvvigionamento energetico, gli Stati membri possono ridurre gradualmente l’utilizzo di combustibili fossili, in particolare attraverso l’elettrificazione, l’efficienza energetica e lo spostamento verso l’utilizzo di idrogeno rinnovabile e idrogeno elettrolitico che soddisfa determinati requisiti. Gli Stati membri possono i) istituire nuovi regimi basati su gare d’appalto o ii) sostenere direttamente i progetti, senza gare d’appalto, con determinati limiti alla quota di sostegno pubblico per investimento. Sarebbero previsti bonus supplementari specifici per le piccole e medie imprese e per soluzioni particolarmente efficienti sotto il profilo energetico.

Il quadro temporaneo di crisi indica inoltre in che modo i seguenti tipi di aiuti possono essere approvati caso per caso, a determinate condizioni: i) sostegno alle imprese interessate dalla riduzione obbligatoria o volontaria dell’uso di gas, ii) sostegno al riempimento degli impianti di stoccaggio del gas, iii) sostegno transitorio e limitato nel tempo per il passaggio all’utilizzo di combustibili fossili più inquinanti, a condizione che si attuino misure di efficienza energetica e si evitino gli effetti di lock-in e iv) sostegno alla fornitura di assicurazioni o riassicurazioni alle imprese che trasportano merci da e verso l’Ucraina.

Le entità controllate dalla Russia che sono soggette a sanzioni saranno escluse dall’ambito di applicazione di tali misure.

Il quadro temporaneo di crisi prevede pertanto una serie di garanzie:

  • metodologia proporzionale, che richiede l’esistenza di un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi;
  • condizioni di ammissibilità, ad esempio mediante la definizione degli utenti ad alta intensità energetica come imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3% del loro valore produttivo; e
  • requisiti di sostenibilità, quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento.

Il quadro temporaneo di crisi rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2022 per le misure di sostegno alla liquidità e le misure a copertura dell’aumento dei costi dell’energia. Gli aiuti a sostegno della diffusione delle energie rinnovabili e della decarbonizzazione dell’industria possono essere concessi fino alla fine di giugno 2023.

La Commissione monitora costantemente l’applicazione del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato per tenere conto dell’evoluzione della situazione. Per questo motivo, il 14 settembre 2022, a seguito delle dichiarazioni della presidente, la Commissione ha invitato gli Stati membri a partecipare a un’indagine per avere il loro parere sulla proroga e su eventuali ulteriori modifiche del quadro temporaneo di crisi, anche alla luce della proposta della Commissione relativa a un intervento di emergenza sul mercato, per garantire che rimanga in linea con gli obiettivi della politica energetica e attenui il perdurare dell’impatto economico dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, consentendo agli Stati membri di fornire il sostegno necessario alle imprese e ai settori maggiormente colpiti, pur preservando la parità di condizioni.

Il quadro temporaneo di crisi integra le ampie possibilità di cui dispongono gli Stati membri per concepire misure in linea con le esistenti norme dell’UE sugli aiuti di Stato che, ad esempio, consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e a sopperire a un urgente fabbisogno di aiuti al salvataggio. Inoltre l’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea consente agli Stati membri di compensare le imprese per i danni direttamente causati da un evento eccezionale, come l’attuale crisi.

Il 19 marzo 2020 la Commissione ha inoltre adottato un quadro temporaneo nel contesto della pandemia di coronavirus, che è stato modificato il 3 aprile, l’8 maggio, il 29 giugno, il 13 ottobre 2020, il 28 gennaio e il 18 novembre 2021. Come annunciato nel maggio 2022, il quadro temporaneo COVID non è stato prorogato oltre la data di scadenza fissata del 30 giugno 2022, con alcune eccezioni. In particolare, le misure di sostegno agli investimenti e alla solvibilità possono ancora essere attuate, rispettivamente fino al 31 dicembre 2022 e al 31 dicembre 2023. Inoltre il quadro temporaneo COVID prevede già una transizione flessibile, nel rispetto di chiare garanzie, in particolare per quanto riguarda le opzioni di conversione e ristrutturazione degli strumenti di debito, come i prestiti e le garanzie, in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni dirette, fino al 30 giugno 2023.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.104242 nel registro degli aiuti di Stato nel sito web della Commissione dedicato alla concorrenza una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni relative agli aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di concorrenza (Competition Weekly e-News).

Maggiori informazioni sul quadro temporaneo di crisi e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare le ripercussioni economiche della guerra della Russia contro l’Ucraina sono disponibili qui

#EuChildForum2022 : 14º Forum europeo per i diritti dei minori, dal 27 al 29 Settembre 2022 ||> «Diritti dei minori: la Vicepresidente Šuica presenta la piattaforma per la partecipazione dei minori.» – 26Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

#EuChildForum2022 == From 27/09 to 29/09/2022
= 14th European Forum on the rights of the child
= Theme of this 14th edition: ‘Bringing children to the centre: Empowering, protecting and including children’.
- Organised by the Commission's Directorate-General for Justice and Consumers
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#EUchildforum
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Qui avanti, testo della Commissione Europea con focus sulla presentazione della piattaforma per la partecipazione dei minori, da parte della Vicepresidente Šuica.
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Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 26 Settembre 2022

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«Diritti dei minori: la Vicepresidente Šuica presenta la piattaforma per la partecipazione dei minori»

«Domani la Vicepresidente Šuica parteciperà al 14º Forum europeo per i diritti dei minori, durante il quale presenterà ufficialmente la piattaforma per la partecipazione dei minori, elemento fondamentale nell’ambito della strategia dell’UE sui diritti dei minori.

La piattaforma sarà istituita in partenariato con il Parlamento europeo, le organizzazioni per i diritti dei minori e con la partecipazione diretta dei minori, per garantire che questi ultimi siano maggiormente coinvolti nel processo decisionale a tutti i livelli.

La piattaforma fungerà da ponte e da punto nodale per i meccanismi di partecipazione dei minori esistenti a livello locale, nazionale ed europeo. Includerà uno strumento online mediante il quale i minori potranno condividere con i responsabili politici le proprie opinioni su specifiche politiche e iniziative dell’UE.

La Vicepresidente Dubravka Šuica ha dichiarato: “La piattaforma per la partecipazione dei minori è una risposta diretta e concreta all’appello dei bambini e dei giovani a essere inclusi nel processo decisionale democratico. Nel corso della Conferenza sul futuro dell’Europa i minori hanno dimostrato il proprio impegno a contribuire a plasmare il futuro dell’Europa. Ora si tratta di collaborare con i minori e le parti interessate per responsabilizzare i minori stessi e contribuire a costruire la loro identità civica in tutta Europa. Se vogliamo costruire democrazie più forti e resilienti dall’interno, dobbiamo partire dalle generazioni più giovani.

Il 14º Forum europeo per i diritti dei minori, che si terrà dal 27 al 29 settembre, è una conferenza annuale che dà voce ai minori in quanto partecipanti attivi. Il Commissario per la Giustizia, Didier Reynders, e il Commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, parteciperanno al forum insieme agli attori chiave nel settore dei diritti dei minori degli Stati membri dell’UE, delle Nazioni Unite e delle organizzazioni per i diritti dei minori. Maggiori informazioni sul forum sono disponibili qui [> https://euchildforum2022.eu/].»