«Discorso della Commissaria Mariya Gabriel per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Brescia» :: Brescia, 26 aprile 2022 :: [Rif.: Commissione europea / ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Mariya Gabriel, European Commissioner for Innovation, Research, Culture, Education and Youth partecipates at the opening of the Academic Year, Faculty of Medicine of the University of Brescia, Italy on April 26, 2022

▲ Source: EC – Audiovisual Service ▲

Rif.: Commissione europea / ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
26 Aprile 2022

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Discorso della Commissaria Mariya Gabriel per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Brescia

Brescia, 26 aprile 2022

“Fa fede solo il discorso pronunciato”

«Ministra Messa,

Magnifico Rettore Tira

Rappresentante degli Studenti in Senato Accademico Gavoci,

Rappresentante del Personale Tecnico e Amministrativo in Senato Accademico Bonometti,

Cari docenti e care docenti, cari studenti e care studentesse,

È mio onore essere qui con voi oggi per celebrare l’apertura dell’anno accademico e il 40° anniversario dell’Università di Brescia.

Sin dalla fondazione dell’Università nel 1982, vi siete adoperati per diventare leader della trasformazione sociale.

Avete educato e formato studenti in modo che acquisissero le conoscenze, le capacità e l’attitudine a essere professionisti affidabili e cittadini coinvolti. Forti delle vostre diverse ed eccellenti attività di ricerca, studiate le soluzioni alle grandi sfide del nostro tempo.

E devo dire che questi sforzi hanno dato frutti: l’Università di Brescia è oggi tra le prime 100 giovani università del mondo. Potete essere veramente orgogliosi del vostro successo!

Questo è un anno speciale anche perché celebriamo il 35° anniversario di Erasmus+ e allo stesso tempo è l’Anno europeo dei giovani.

Sono lieta di vedere che l’Università di Brescia partecipa attivamente al programma Erasmus+: dal 2014 ad oggi oltre 1 300 studenti e personale hanno potuto approfittare delle opportunità di mobilità che offre.

Siete anche partner di tre partenariati strategici e di un progetto di sviluppo delle capacità finanziato dal programma Erasmus+. E state contribuendo all’Alleanza universitaria europea UNITA.

Solo un mese fa l’Università di Brescia si è aggiudicata la terza borsa di studio ERC sull’importante tema “neuro-riabilitazione di nuova generazione”. Congratulazioni al Prof. Negro, e all’intera Università, per questo traguardo che ne attesta il grande potenziale scientifico. Sono lieta anche che il Prof. Negro abbia beneficiato delle borse di studio Marie Skłodowska-Curie per stabilire il tuo team a Brescia.

Questi modelli di partenariato creano ponti tra studenti, accademici e ricercatori in tutta Europa. Ed è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno: che le università si connettano alla società in senso lato e trovino soluzioni ai problemi dei nostri cittadini. Per questo dobbiamo lavorare insieme, oltre i confini e tra le discipline.

E per questo abbiamo di recente adottato la strategia europea per le università.

Il lancio della strategia arriva a seguito di un intenso dialogo tra la Commissione europea, gli Stati membri e il settore dell’istruzione superiore, comprese le organizzazioni studentesche.

Abbiamo lavorato insieme per sviluppare una visione condivisa del futuro dell’istruzione superiore in Europa. Abbiamo identificato le azioni necessarie per incoraggiare gli istituti di istruzione superiore, studenti, docenti e ricercatori a facilitare tra di loro la cooperazione europea.

Con questa strategia mettiamo i nostri istituti di istruzione superiore nelle condizioni di affrontare le questioni sociali contemporanee, trovare un motore nella sfida ed essere centri di apprendimento inclusivo e civico.

Aiutiamo gli insegnanti a essere più innovativi nell’insegnamento in modo che gli studenti possano acquisire le competenze che servono per interagire nella società, sia a livello professionale che da moderni cittadini.

La strategia ci aiuta anche a creare campus verdi, sostenibili e connessi che rappresentino i valori dell’Unione europea in tutta la sua diversità.

Sempre grazie alla strategia europea per le università ci adopereremo per attuare alcune iniziative chiave e fare di questa visione una realtà. Porteremo ad esempio a 60 le alleanze delle università europee con oltre 500 atenei entro la metà del 2024 e stiamo esaminando le opzioni per la messa a punto di un diploma europeo congiunto.

E ci affidiamo al programma Erasmus+ perché tutto questo accada. A 35 anni dall’inizio di Erasmus+ sono già 12,5 milioni i partecipanti cui il programma ha cambiato la vita.

È qualcosa di cui vado molto orgogliosa.

Con una dotazione che è quasi il doppio rispetto al precedente periodo di programmazione, Erasmus+ 2021-2027 ha l’ambizione di essere non solo più inclusivo e innovativo, ma anche più digitale e più verde.

Perché ciò avvenga, abbiamo bisogno del vostro sostegno: vogliamo coinvolgere studenti e personale di età diverse e di background culturale, sociale ed economico vario per assicurarci che gli studenti e il personale che partecipano a Erasmus+ riflettano la diversità della popolazione europea.

D’ora in poi gli studenti che per vari motivi non possono trasferirsi all’estero per lunghi periodi potranno beneficiare di formati più flessibili di mobilità, come la mobilità mista che combina una permanenza fisica più breve all’estero con attività virtuali online. Studenti e personale potranno vivere anche un’esperienza di apprendimento e formazione innovativa attraverso i nuovi programmi intensivi misti.

Studenti e personale avranno maggiori opportunità di studiare, insegnare o formarsi in paesi terzi non associati al programma Erasmus+, acquisendo così le competenze e l’esperienza internazionale necessaria per raccogliere le sfide globali.

Infine, le procedure Erasmus+ sono state semplificate e digitalizzate. Sulla stessa linea stiamo varando l’iniziativa “carta europea dello studente”. Lo scopo è semplificare il più possibile i processi amministrativi per gli studenti in mobilità, sviluppare un forte senso di appartenenza europea e agevolare l’accesso ai servizi online e offline quando gli studenti si trovano all’estero.

L’app Erasmus+ viene sviluppata di continuo per includere informazioni sull’accessibilità, le destinazioni Erasmus+ e consigli per la mobilità degli studenti. Scaricate l’app e fatela conoscere ai vostri studenti!

Non posso concludere senza rivolgere un pensiero ai milioni di persone colpite dai tragici eventi in Ucraina, tra cui vostri compagni studenti e colleghi. So che l’Università di Brescia offre borse di studio a studenti e accademici in fuga dall’Ucraina. Vorrei ringraziarvi per questo esempio di solidarietà in un momento così terribile.

La Commissione sta lavorando assiduamente per rendere più flessibile il programma Erasmus+ in modo che i suoi finanziamenti agevolino l’integrazione di studenti e personale ucraino in Europa. Semplificheremo le procedure per gli studenti e il personale Erasmus+ in arrivo dall’Ucraina, perché possano continuare gli studi, insegnare o fare ricerca in un ambiente sicuro.

Abbiamo anche previsto la formazione dei valutatori di credenziali di tutta l’UE per accelerare il riconoscimento delle qualifiche accademiche dei profughi ucraini. Stiamo incoraggiando i progetti di cooperazione Erasmus+ in corso a reindirizzare parte degli sforzi e delle attività verso l’accoglienza dei profughi nelle rispettive comunità.

Come potete vedere, l’UE sta facendo del suo meglio per affrontare la crisi ucraina e aiutare il più possibile coloro che hanno bisogno. E la vostra Università, che promuove l’innovazione, il senso civico e in definitiva la pace, è parte integrante dell’UE.

Sono quindi lieta di essere qui, di inaugurare questo anno accademico e celebrare i 40 anni dell’Università di Brescia. E non vedo l’ora di vedere dove vi porterà questo vostro viaggio.

Che a dire il vero non è solo vostro; è il nostro percorso comune verso uno spazio europeo dell’istruzione.

Potete essere orgogliosi di quanto avete fatto per i vostri studenti, per l’Italia e per l’Europa.

Congratulazioni e auguri per gli anni a venire!»




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