#Ucraina – #MissioniDonBosco || (segue >) “giornata di preghiera per la pace in Ucraina” :: Intervista al salesiano don Maksym Ryabukha [oratorio di Kyiv (Kiev)]

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Comunicato / Intervista

Ufficio Stampa Missioni Don Bosco

26 Gennaio 2022

% segue) < giornata di preghiera per la pace in Ucraina > –  Intervista al salesiano don Maksym Ryabukha

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Nota su intervista e contesto (rif. Missioni Don Bosco):

Mercoledì 26 Gennaio 2022 alle ore 16,30 è iniziata la veglia di preghiera per la pace in Ucraina nell’oratorio di Kyiv (Kiev).

È stato chiesto al direttore della Casa di descrivere l’umore della gente e l’attività di sostegno spirituale svolta dai salesiani.

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INTERVISTA

«“Cosa puoi fare? Non puoi influire sulle decisioni dei grandi, sei un giocattolo nelle mani degli altri. Non siamo noi la motivazione della guerra, la guerra non è contro l’Ucraina ma il Paese è la scacchiera per giochi geopolitici, è la piazza d’armi su cui esibirsi, è il territorio della battaglia”. Così don Maksym Ryabukha, salesiano direttore dalla Casa Maria Ausiliatrice (pastorale universitaria, cappellani, centro giovanile) nella capitale Kyiv (così, in ucraino, Kiev) descrive le considerazioni diffuse fra la gente in queste settimane.

“La sensazione di adesso nella capitale è che tutti siamo coscienti che le ambasciate hanno iniziato a ridurre il corpo diplomatico, stanno facendo le valigie: è un segnale evidente di non speranza. Risente del fatto che non tutti i Paesi dell’Europa si sentono chiamati a vivere questa crisi, a prendere decisioni. Come popolo abbiamo chiaro che non siamo noi a iniziare una guerra, non sta a noi la decisione di fare o di non fare. Ma nel caso succeda qualcosa, il popolo si prenderà cura della sua integrità territoriale.

Da metà dicembre c’è una forte tensione: chi è credente ha un raggio di speranza, non si sente solo. Ma chi non crede, chi non è riuscito a fare un’esperienza di Dio la vive in maniera molto pesante. Il nostro oratorio sta diventando la casa di tutti. La tradizione cristiana orientale vede noi salesiani come monaci, non ha il concetto di congregazione quale siamo: per questo considera il nostro centro come una vera casa in cui trovare rifugio. Chi passa la soglia delle nostre porte sta sotto la protezione della Madonna come in un monastero. Vengono persone del quartiere anche se non sono cattoliche, molti giovani partecipano alle attività”.

La conferenza episcopale latina e quella dei greco cattolici hanno risposto all’invito del Santo Padre a una preghiera mondiale per la pace in Ucraina tra le 9 e le 21 di oggi 26 gennaio. Tutti hanno cercato di organizzare gli spazi di accoglienza per la catena di preghiera. L’appuntamento diocesano a Kyiv, che raduna cinque regioni dell’Ucraina corrispondenti a un quarto del Paese, è stato dato nell’oratorio salesiano. Dalle 16,30 confluiranno soprattutto i giovani.

“Ci impegniamo a prendere notizie, non solo dalle televisioni che danno conto solamente delle paure, ma anche a tenere vivi gli aspetti belli della vita. Continuiamo a pensare alla crescita delle persone, all’educazione dei giovani, alla preghiera. Osserviamo che i giovani sono disponibili all’incontro con Dio, a vivere i sacramenti. Il nostro popolo, protagonista dell’espansione cristiana originaria verso l’est dell’Europa, ha subìto continui tentativi di sradicamento della fede, sia da parte del potere zarista sia di quello comunista, poiché chi ha fede acquista voce, coraggio, dignità, libertà e dà disturbo ai regimi.

Dal 30 dicembre al 2 gennaio abbiamo fatto una lunga veglia per la pace in oratorio, vivendo qui tutte le giornate fra riflessioni, gioco, preghiera, riposo. Da marzo 2020 è iniziata una novena all’Ausiliatrice, dal 15 al 23 di ogni mese. È intenso pure lo scambio nei social, i giovani inviano delle ‘cartoline’ con pensieri ed inviti, le famiglie seguono la preghiera da casa via Zoom: anche questo è un modo per sostenere lo spirito della gente. Il 2 e 3 aprile presenteremo la ‘Strenna’ del Rettor Maggiore dei salesiani (la riflessione che guida l’anno di attività; n.d.r) ai giovani di tutta l’Ucraina, sarà un momento condiviso anche con il calendario ortodosso per far giungere a tutti parole di speranza.»

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Immagine:
giovani dell’oratorio salesiano di Kyiv (Kiev)
[Rif.: Ufficio Stampa Missioni Don Bosco]

#Ucraina – || #MissioniDonBosco – #opera_di_Zhytomir – scuola ecumenica ucraino-italiana Vsesvit a Zhytomir (a nord ovest della capitale Kiev.

Immagine:
Calendario Gennaio 2022 – ‘Terre lontane’ – MissioniDonBosco
[Rif.: Ufficio Stampa Missioni Don Bosco]

Comunicato

Ufficio Stampa Missioni Don Bosco

26 Gennaio 2022

< giornata di preghiera per la pace in Ucraina >

«Si continua a progettare la pace in Ucraina nonostante i venti di guerra che scuotono non solo il Paese ma l’intero continente europeo. Lo fanno i salesiani, impegnati a tenere in vita gli oratori che ospitano i ragazzi e i giovani: un segno di speranza e un appello per i “grandi”.

Dall’Italia è attiva una linea di aiuti per queste attività, che non possono trascurare la condizione di allarme in cui vivono le famiglie. Dal 2020 i religiosi gestiscono la scuola ecumenica ucraino-italiana Vsesvit a Zhytomir, 300 mila abitanti capoluogo di provincia, a nord ovest della capitale Kiev. Lì fu portata nel 2016 “Casa Don Bosco”, la struttura in legno, acciaio e fibre naturali che aveva ospitato a Expo Milano 2015 le attività della famiglia salesiana, e che oggi costituisce la struttura dell’oratorio.

In quell’area in questo periodo e fino a febbraio la temperatura durante la giornata non supera gli 0 gradi centigradi; l’oratorio costituisce così un rifugio in cui potersi muovere con i coetanei in uno spazio non ristretto. La cittadina non offre attività pomeridiane ai ragazzi, né di doposcuola né di carattere sportivo o ludico. Casa Don Bosco è aperta, oltre che per i 200 allievi della scuola, per tutti i bambini e giovani della zona; qui trovano sostegno allo studio, divertimento, sport, gioco, spazio di confronto.

I salesiani sono di nuovo in Ucraina dagli Anni Novanta, dopo la caduta dei regimi comunisti nell’Est Europa, e oggi gestiscono otto sedi. In precedenza c’erano stati dal 1936 alla fine della Seconda guerra mondiale, quando furono costretti a lasciare il Paese. Il lavoro principale è quello educativo, che li vede impegnati sul fronte dell’animazione negli oratori, nei centri giovanili, nella scuola e in quello dell’orientamento vocazionale. La scuola Vsesvit di Zhytomir fu inaugurata nel settembre del 1994 su richiesta di un gruppo di residenti che desideravano una scuola di ispirazione cristiana dopo che per cinquant’anni il potere aveva svuotato spiritualmente le nuove generazioni. Alcuni benefattori italiani provvidero a finanziare l’opera, che fu poi affidata ai salesiani per praticare il sistema preventivo di Don Bosco.

L’opera di Zhytomir è tornata al centro dell’attenzione di Missioni Don Bosco in questo mese di gennaio, come programmato ben prima dell’escalation degli ultimi mesi e che ora ha acquisito un valore di “diplomazia di pace”. La struttura richiede l’aggiornamento degli impianti elettrici e una nuova tinteggiatura, mentre per le squadre sportive sono necessarie forniture di palloni e di divise. Si pensa anche alle attività dei mesi estivi, quando sarà organizzata un’attività quotidiana di accoglienza: occorrono le riserve per la mensa (cibo e stoviglie) e materiali per i giochi di squadra e da tavolo. È un intervento che dà qualche risposta all’impoverimento del popolo ucraino che, secondo le statistiche governative, per un quarto vive sotto la soglia di povertà.»

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