Da selezione – su caso #ElisaPomarelli

Da selezione – su caso #ElisaPomarelli

Rif.: «Sull’omicidio di Elisa Pomarelli la stampa italiana ha mostrato tutte le sue lacune» – di Luigi Mastrodonato, Giornalista – Su: Wired.it, 2019 Settembre 09
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Oltre ad invitare alla lettura dell’articolo in oggetto – vd. alla pagina https://www.wired.it/attualita/media/2019/09/09/elisa-pomarelli-gigante-buono-femminicidio/ (articolo a firma del giornalista Luigi Mastrodonato) – pongo qui in evidenza alcuni passaggi-chiave da riferirsi allo stesso articolo, passaggi che in particolare riguardano il comportamento di una non trascurabile parte della stampa e, più in generale, del giornalismo italiano:

A)
Titoli e rappresentazioni che tendono a far empatizzare il pubblico con la figura dell’omicida, che nel caso specifico è reo di femminicidio. Dunque: manipolazione del linguaggio in funzione di una #empatizzazione con l’omicida.

B)
Mistificazione dei fatti e, ad oggi, presa di posizione del presidente dell’Ordine dei Giornalisti: «Di fronte a questa mistificazione dei fatti, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna, ha alzato la voce sottolineando come sia “inaccettabile l’incultura della superficialità nel trattare, anche nella scelta dei termini, i casi di femminicidio”. (..)» – cfr. art. cit.

C)
Taglio giornalistico vs. arretratezza culturale di molti giornalisti italiani sui temi della violenza di genere

D)
Arretratezza culturale – e inadeguatezza professionale, n.d.a. – a dispetto dei vari corsi di formazione giornalistica e, si aggiunge qui, a dispetto già della Deontologia giornalistica.
La arretratezza culturale di molti giornalisti italiani è un elemento che si dimostra persistere nonostante i tanti anni di corsi e convegni giornalistico-professionali in materia di narrazione dei crimini d’odio:
«Le motivazioni per cui diverse testate hanno raccontato la storia con il taglio sbagliato sta in effetti nella arretratezza culturale di molti giornalisti italiani su un tema tanto delicato com’è quello della violenza di genere, ma anche nelle logiche del clickbaiting. Per quanto riguarda il primo punto, anni di corsi e workshop professionali volti a sensibilizzare gli addetti del settore sullo storytelling dei crimini d’odio sembrano non aver portato i loro frutti. In Italia tra l’estate del 2017 e quella del 2018 ci sono stati 120 femminicidi. Eppure si va avanti con quella narrazione fatta di scatti d’ira, amori non corrisposti e via dicendo, riflesso di una società patriarcale.» – cfr. art. cit.

E)
Diritto di cronaca vs. #Abuso >> Elemento correlato: sfruttamento ai fini ‘commerciali’
spettacolarizzazione dei fatti di cronaca (anche dei più gravi e più tragici) || monetizzazione || vendite e share

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*** Con invito alla lettura di: «Sull’omicidio di Elisa Pomarelli la stampa italiana ha mostrato tutte le sue lacune» – di Luigi Mastrodonato, Giornalista, 2019 Sett. 09 –
all’indirizzo https://www.wired.it/attualita/media/2019/09/09/elisa-pomarelli-gigante-buono-femminicidio/
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Note MarinaPalmieri, 2019 Sett. 09 – caso #ElisaPomarelli

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