«Guardali negli occhi: maiali verso il macello» == (16 – 17 – 18 – 19 – 20

«Guardali negli occhi: maiali verso il macello» == (16 – 17 – 18 – 19 – 20

Da http://www.agireoraedizioni.org > https://www.agireoraedizioni.org/foto/guardali-negli-occhi-maiali-verso-il-macello/ >
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«Occhi intelligenti. Occhi sofferenti. Occhi spaventati. Occhi imploranti. Occhi senza più speranza.
Sono gli occhi dei maiali condotti al macello, un’infinità, ogni giorno, solo perché qualcuno possa ritrovarsi il prosciutto nel panino, la braciola nel piatto, il salame di antipasto. (..) Facciamo una scelta di giustizia e di rispetto, siamo umani, non chiudiamo i nostri occhi per non vedere i loro. Che chiedono solo pietà.» === > Leggi tutto in: https://www.agireoraedizioni.org/foto/guardali-negli-occhi-maiali-verso-il-macello/
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= Le foto provengono dall’organizzazione canadese ‘Toronto Pig Save’ – http://www.torontopigsave.org/
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«Guardali negli occhi: maiali verso il macello» == (11 – 12 – 13 – 14 – 15

«Guardali negli occhi: maiali verso il macello» == (11 – 12 – 13 – 14 – 15

Da http://www.agireoraedizioni.org > https://www.agireoraedizioni.org/foto/guardali-negli-occhi-maiali-verso-il-macello/ >
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«Occhi intelligenti. Occhi sofferenti. Occhi spaventati. Occhi imploranti. Occhi senza più speranza.
Sono gli occhi dei maiali condotti al macello, un’infinità, ogni giorno, solo perché qualcuno possa ritrovarsi il prosciutto nel panino, la braciola nel piatto, il salame di antipasto. (..) Facciamo una scelta di giustizia e di rispetto, siamo umani, non chiudiamo i nostri occhi per non vedere i loro. Che chiedono solo pietà.» === > Leggi tutto in: https://www.agireoraedizioni.org/foto/guardali-negli-occhi-maiali-verso-il-macello/
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= Le foto provengono dall’organizzazione canadese ‘Toronto Pig Save’ – http://www.torontopigsave.org/
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«Guardali negli occhi: maiali verso il macello» == (06 – 07 – 08 – 09 – 10

«Guardali negli occhi: maiali verso il macello» == (06 – 07 – 08 – 09 – 10

Da http://www.agireoraedizioni.org > https://www.agireoraedizioni.org/foto/guardali-negli-occhi-maiali-verso-il-macello/ >
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«Occhi intelligenti. Occhi sofferenti. Occhi spaventati. Occhi imploranti. Occhi senza più speranza.

Sono gli occhi dei maiali condotti al macello, un’infinità, ogni giorno, solo perché qualcuno possa ritrovarsi il prosciutto nel panino, la braciola nel piatto, il salame di antipasto. (..) Facciamo una scelta di giustizia e di rispetto, siamo umani, non chiudiamo i nostri occhi per non vedere i loro. Che chiedono solo pietà.» === > Leggi tutto in: https://www.agireoraedizioni.org/foto/guardali-negli-occhi-maiali-verso-il-macello/
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= Le foto provengono dall’organizzazione canadese ‘Toronto Pig Save’ – http://www.torontopigsave.org/
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«Guardali negli occhi: maiali verso il macello» == (01 – 02 – 03 – 04 – 05

«Guardali negli occhi: maiali verso il macello» == (01 – 02 – 03 – 04 – 05

Da http://www.agireoraedizioni.org > https://www.agireoraedizioni.org/foto/guardali-negli-occhi-maiali-verso-il-macello/ >
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«Occhi intelligenti. Occhi sofferenti. Occhi spaventati. Occhi imploranti. Occhi senza più speranza.
Sono gli occhi dei maiali condotti al macello, un’infinità, ogni giorno, solo perché qualcuno possa ritrovarsi il prosciutto nel panino, la braciola nel piatto, il salame di antipasto. (..) Facciamo una scelta di giustizia e di rispetto, siamo umani, non chiudiamo i nostri occhi per non vedere i loro. Che chiedono solo pietà.» === > Leggi tutto in: https://www.agireoraedizioni.org/foto/guardali-negli-occhi-maiali-verso-il-macello/
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= Le foto provengono dall’organizzazione canadese ‘Toronto Pig Save’ – http://www.torontopigsave.org/

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«L’ingiustificata paura di rinunciare alla carne» – (di Franco Libero Manco)

«L’ingiustificata paura di rinunciare alla carne» – (di Franco Libero Manco)

«È mentalità comune molto diffusa l’idea che la carne sia un alimento necessario, che dà sostanza, che dà forza, che sia ricco di proteine utili alla crescita e che specialmente in uno stato di malattia sia utile inserirla nella dieta. Chi sostiene questo probabilmente è condizionato da abitudini arcaiche, che è poco informato, che non ha mai letto un testo di nutrizione. In sostanza la carne risulta essere tra gli alimenti meno completi sotto l’aspetto nutrizionale e quindi non solo non necessaria ma oltremodo dannosa.

Anche le persone più sensibili alle tematiche vegetariane spesso hanno paura di rinunciare totalmente al consumo di prodotti animali o derivati per un’atavica quanto ingiustificata paura di incorrere a qualche carenza nutrizionale. Una paura difficile da superare, specialmente se sono coinvolti dei bambini.

Per superare questa paura abbastanza consolidata basterebbe considerare che un terzo della popolazione mondiale vive, per vari motivi, da vegetariana; che i vegani godono di una salute migliore rispetto gli umani onnivori; che nella carne, pesce, formaggi, uova e derivati vari non vi è alcun principio nutritivo che non sia presente nel mondo vegetale, senza gli inevitabili effetti dannosi di questi prodotti (perché incompatibili con la nostra natura); che la completezza nutrizionale dell’alimentazione vegetale è stata confermata non solo da una miriade di scienziati e ricercatori indipendenti ma da una delle più autorevoli organizzazioni del mondo in fatto nutrizionale, l’American Dietitic Association, che fin del 2009 ha dichiarato: “Tutte le diete vegetariane, comprese quelle vegane, correttamente pianificate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono apportare benefici nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Sono appropriate in tutte le fasi del ciclo vitale, incluse gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, nonché per gli atleti”.

Inoltre, è utile considerare che per le generazioni che ci hanno preceduto negli ultimi 10 mila anni l’alimento carneo era un’eccezione non la regola e la salute del popolo era migliore di quella delle classi abbienti che potevano permettersi alimenti a base di animali.

I grandi uomini di spirito, di genio, santi e filosofi da sempre hanno raccomandato di escludere dalla dieta l’alimento carneo: la loro genialità e la loro eccellente salute dimostra chiaramente la non necessità nell’alimentazione umana. Da ricordare che i due più grandi geni, vanto dell’umanità, Pitagora e Leonardo da Vinci erano vegan.

Infine, se nella carne, nel pesce o nei prodotti caseari vi fosse qualche principio nutritivo non presente nel mondo vegetale coloro che non consumano questi prodotti dovrebbero accusare carenze nutrizionali invece risulta che il popolo dei vegani gode di una salute migliore rispetto a coloro che ne fanno uso.» (Franco Libero Manco)

 

 


L’età di alcuni grandi vegetariani:
L. Cornaro 104; San Romualdo 100; B. Russel 98; G. B. Shaw 94; Sofocle 91; Shelton 90;
Tiziano 86; Ippocrate 83; Pitagora 74 (ucciso)

 

Quote

Documentaire exceptionnel sur France 3 > soirée spéciale Brigitte Bardot _ Pour la première fois, la Présidente de la FBB raconte l’histoire de son engagement contre la souffrance animale.

via Documentaire exceptionnel sur France 3 > soirée spéciale Brigitte Bardot _ Pour la première fois, la Présidente de la FBB raconte l’histoire de son engagement contre la souffrance animale.

Documentaire exceptionnel sur France 3 > soirée spéciale Brigitte Bardot _ Pour la première fois, la Présidente de la FBB raconte l’histoire de son engagement contre la souffrance animale.

Documentaire exceptionnel sur France 3 > soirée spéciale Brigitte Bardot (2019 Aprile 12) > Pour la première fois, la Présidente de la FBB raconte l’histoire de son engagement contre la souffrance animale. – La bande-annonce: https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=vp9Fds8CMMY
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Rif.: <Les actualités de la Fondation Brigitte Bardot – Pour la protection de l’animal sauvage et domestique en France et dans le monde entier. > ‘Documentaire exceptionnel sur France 3 – http://www.fondationbrigittebardot.fr

Una felce acquatica come indicatore di riso biologico. – Prof. Graziano ROSSI, Docente di Botanica Ambientale e Applicata, Dipartimento Scienze della Terra e Ambiente dell’UNIPV

Una felce acquatica come indicatore di riso biologico.

Prof. Graziano ROSSI, Docente di Botanica Ambientale e Applicata, Dipartimento Scienze della Terra e Ambiente dell’UNIPV

Da contributo per la Conferenza «Parliamo di riso» – «Ricerca partecipata e Agricoltura Biologica» – 4 marzo 2019, Milano, presso Centrale dell’Acqua.

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«Una felce acquatica come indicatore di riso biologico. Studiato l’effetto di diverse tipologie di conduzione agricola per la produzione di riso su sviluppo e conservazione della rara felce di interesse comunitario Marsilea quadrifolia. La specie è sensibile a diversi principi attivi contenuti nei più comuni diserbanti utilizzati in risicoltura. Obiettivo: verificare sul campo se diverse tipologie di conduzione delle risaie influiscano sulla sopravvivenza della specie. Area di studio: otto risaie in provincia di Pavia appartenenti a tre diverse tipologie di aziende: a conduzione biologica, in conversione e convenzionale (primavera-estate 2017 e 2018). Per ciascuna azienda sono stati utilizzati due campi, e in ogni appezzamento sono state messe a dimora temporanea, coltivandola in risaia, sei zolle. Valutata la biomassa all’interno delle zolle e nell’area circostante misurandone il contenuto di pigmenti come indicatore di stress nei diversi siti e campioni. Risultati: differenze significative nello sviluppo della specie tra le aziende a diversa conduzione, le migliori performance sono state riscontrate nelle risaie a conduzione biologica, l’uso di diserbanti nell’azienda convenzionale ha eliminato la specie.

Sulla base dei risultati viene proposto di utilizzare la pianta come bioindicatore di NON utilizzo di diserbanti e quindi di “vero” riso BIO

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Graziano ROSSI

Docente di Botanica Ambientale e Applicata, Dipartimento Scienze della Terra e Ambiente dell’UNIPV. Svolge attività di ricerca nel campo dell’Ecologia Vegetale, Conservazione di Piante Spontanee e Coltivate in via di estinzione ed erosione genetica. Responsabile scientifico della Banca del Germoplasma vegetale dell’Università degli Studi di Pavia. Tra i suoi studi, particolare attenzione è stata data agli agro-ecosistemi della Pianura Padana, al fine di ricercare modelli di sviluppo sostenibile che permettano la sopravvivenza di entità vegetali ad alto valore ambientale.

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|| Da contributo per la Conferenza «Parliamo di riso» – «Ricerca partecipata e Agricoltura Biologica» – 4 marzo 2019, Milano, presso Centrale dell’Acqua. ||

ConvegnoBio_AgricolturaAmbiente--Parliamo-di-riso--4-Marzo-2019-Milano==Locandina

 

 


#Agricoltura_biologica #Ambiente_e_sostenibilità #Ricerca_partecipata
#alimentazione #scienze #ricerca #politiche_ambientali #sviluppo_sostenibile
#Riso_biologico #risicoltura #innovazioni_tecnologiche

«Morire di Fame o Morire Mangiando?» (Estratto) – Prof. Salvatore Ceccarelli, Honorary Fellow Bioversity International — #alimentazione #nutrizione #cibo

«Morire di Fame o Morire Mangiando?» (Estratto)
Prof. Salvatore Ceccarelli, Honorary Fellow Bioversity International
Da contributo per la Conferenza «Parliamo di riso» – «Ricerca partecipata e Agricoltura Biologica» – 4 marzo 2019, Milano, presso Centrale dell’Acqua.

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«Qualche tempo fa ho usato questo titolo nel mio blog pensando di avere esagerato. Invece leggo in una serie di rapporti internazionali che, nel mondo, il sistema alimentare sta avendo un costo umano impressionante: quasi 1 miliardo di persone ha fame, quasi 2 miliardi di persone mangiano troppo e male, la frequenza delle malattie non trasmissibili è in aumento e diete malsane causano ogni anno fino a 11 milioni di decessi prematuri evitabili (1). Lo stesso rapporto conclude che “Per la prima volta, dopo 200.000 anni di storia dell’uomo, non siamo più sincronizzati né con il pianeta né con la natura”. Inoltre, un rapporto dell’Ottobre 2018, pubblicato congiuntamente da cinque organizzazioni internazionali (2), dice che, dopo anni di lenta ma continua diminuzione, la denutrizione nel mondo, a partire dal 2014, è tornata ad aumentare. Infine, già qualche anno fa Thomas (3) scriveva che il rischio di morire o di ammalarsi a causa della cattiva alimentazione è oggi maggiore dei rischi legati a sesso non protetto, alcool, droghe e tabacco messi insieme. (..)»

Dr. Salvatore Ceccarelli

(1) Willet W. 2019. Food in the Anthropocene: the EAT-Lancet Commission on healthy diets from sustainable food systems. The Lancet Commissions 393 (10170): 447-492

(2) FAO, IFAD, UNICEF, WFP, WHO 2018. The State of Food Security and Nutrition in the World in 2018. Building climate resilience for food security and nutrition.

(3) Thomas S. 2016. Nourish as well as feed the world. Nature 537: 617

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Dr. Salvatore Ceccarelli

Honorary Fellow Bioversity International

ceccarelli.salvatore83@gmail.com

www.miscugli.it

http://salvatorececcarelli.wordpress.com

 

Professore ordinario di Genetica Agraria all’Istituto di Miglioramento Genetico, Università di Perugia fino al 1987. Dal 1980 al 2006 ha condotto ricerche presso ICARDA (Centro Internazionale per la Ricerca Agricola in ambienti asciutti, Aleppo, Siria), proseguendo come consulente del Centro fino al 2014. Lasciata la Siria nel 2011, ha vissuto in Francia e poi in India fino al 2017. Oggi vive in Italia ed è consulente freelance.

Negli anni ha supervisionato studenti di master e dottorato, tenuto corsi formativi per ricercatori in Cina, Australia, Sud Africa, Filippine, Yemen, Giordania, Etiopia, Eritrea, India, Bhutan, pubblicati numerosi lavori scientifici. Partecipa come relatore in conferenze internazionali.

È impegnato in progetti in Uganda, Etiopia, Giordania, Iran, Nepal, Bhutan e Europa.

Aree di competenza: miglioramento genetico e sue strategie, interazione genotipo x ambiente, resistenza alla siccità, miglioramento genetico partecipativo ed evolutivo, adattamento delle colture e uso delle risorse genetiche.

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|| Da contributo per la Conferenza «Parliamo di riso» – «Ricerca partecipata e Agricoltura Biologica» – 4 marzo 2019, Milano, presso Centrale dell’Acqua ||

ConvegnoBio_AgricolturaAmbiente--Parliamo-di-riso--4-Marzo-2019-Milano==Locandina

 

#Spreco_alimentare vs. adozione di comportamenti sostenibili > dai surgelati, una possibilità di abbattimento dello spreco domestico.

#Spreco_alimentare vs. adozione di comportamenti sostenibili > dai surgelati, una possibilità di abbattimento dello spreco domestico.

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«Gagliardi, IIAS (Istituto Italiano Alimenti Surgelati): “Consumare prodotti surgelati potrebbe contribuire ad abbattere lo spreco domestico del 47%”»
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«Nell’ultimo anno, in Italia, è stato sprecato cibo per un valore complessivo di 8,5 miliardi di euro (0,6% del PIL nazionale)[1]. Gli sprechi si concentrano soprattutto a livello domestico: fra ciò che rimane nel piatto e ciò che finisce direttamente dal frigo alla pattumiera, ogni italiano getta poco meno di 1 etto di cibo al giorno. Tra i cibi meno sprecati risultano i surgelati: solo il 2,5%; tra quelli più gettati invece i prodotti a breve scadenza, che arrivano fino al 63% [2]. Un dato molto positivo, quello dei prodotti surgelati, che conferma una delle loro principali caratteristiche: permettono di usare solo quello che mangiamo davvero, senza buttare nulla. “ll cibo surgelato è nemico dello spreco alimentare! Si stima che un maggiore consumo domestico di prodotti surgelati, rispetto agli analoghi a temperatura sopra lo zero, potrebbe contribuire ad abbattere gli sprechi in cucina fino al 47%[3]”», così Vittorio Gagliardi, Presidente Istituto Italiano Alimenti Surgelati (IIAS), già in occasione dell’edizione 2019 della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare.
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«Il 92% degli italiani (9 su 10) dichiara di sentirsi in colpa buttando il cibo ancora buono, tanto che 4 consumatori su 10 hanno affermato di aver ridotto negli ultimi due anni lo spreco domestico. Eppure, è proprio nelle nostre case che lo spreco alimentare assume il peso più rilevate (oltre il 50%): la maggior parte del cibo acquistato finisce direttamente dalla tavola al cassonetto dell’immondizia, perché cucinato in quantità eccessiva o non consumato entro la data di scadenza (nel 46% dei casi). Il progetto Reduce del 2017 ha individuato nella cena il momento in cui si getta più cibo, tra verdure (19,4 grammi pro-capite/giorno, pari a 7,1 kg/anno), latte e latticini (13,16 grammi/giorno a testa, 4,8 kg/anno), frutta (12,24 grammi/giorno a testa, 4,5 kg/anno) e prodotti da forno (8,8 grammi/giorno, 3,2 kg/anno). Ma in nostro aiuto possono arrivare i prodotti surgelati, che rendono utilizzabili prodotti non sempre disponibili durante l’anno, andando a prendere direttamente dal freezer le quantità realmente necessarie. E i dati più recenti, diffusi da IIAS, sul consumo di surgelati in Italia confermano come i nostri connazionali abbiano ormai imparato ad apprezzare le potenzialità e i vantaggi dei prodotti sottozero: quasi 1 Italiano su 2 li porta in tavola almeno 1 volta a settimana[4], con un consumo pro-capite di quasi 14 Kg annui[5]

Rif.: Ufficio Stampa IIAS c/o INC – Istituto Nazionale per la Comunicazione.

[1] Rapporto 2018 Osservatorio Waste Watcher.

[2] Dati 2017 Progetto “Reduce”, promosso dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con Università di Bologna-Distal, Politecnico di Milano-Dica, Università della Tuscia-Deim, Università di Udine-Deis e ULSS 20 di Verona.

[3] Studio della Sheffield Hallam University

[4] Dati 2018 – Ricerca Doxa-IIAS “Surgelati, good to know”.

[5] Dati IIAS 2017.

 

Foto_Acquisto Surgelati-

Salamanca, Spagna, 2019: primo Congresso Mondiale di Yoga e Ayurveda || Congresso Europeo di Yoga || Congresso Universitario di Yoga e Ayurveda

Congresso Mondiale di Yoga e Ayurveda a Salmanca in Spagna-

Il 25-26-27 Ottobre 2019 si terrà a Salamanca in Spagna, presso La Camera di Commercio, il primo Congresso Mondiale di Yoga e Ayurveda e il terzo Congresso Europeo di Yoga. Inoltre, presso l’Università di Salamanca si terrà il Secondo Congresso Universitario di Yoga e Ayurveda.

On 25-26-27 October 2019 will take place in Salamanca Spain into the Chamber of Commerce the first World Yoga and Ayurveda Congress, and at the University of Salamanca the second Yoga and Ayurveda Congress. With this occasion will be held the third European Yoga Congress.

___ Info: 3356824330 (Amadio Bianchi)

Fondazione Ariel, Progetto ‘INTORNO A ME’: per la realizzazione di un Centro per accogliere le famiglie con bambini affetti da Paralisi Cerebrale Infantile e relative disabilità neuromotorie. = Dall’1 al 13 aprile: numero solidale 45590.

«INTORNO A ME: IL NUOVO CENTRO DI FONDAZIONE ARIEL DEDICATO ALLE FAMIGLIE DI BAMBINI CON DISABILITÀ. ON. BRAMBILLA: “OTTIMO PROGETTO CHE SOPPERISCE AL DISOMOGENEO SUPPORTO SUL TERRITORIO DEI SERVIZI SANITARI A QUESTI PICCOLI PAZIENTI”»

Psicologo, avvocato, assistente sociale e infermiere formano l’équipe specialistica del Centro. Dall’1 al 13 aprile: numero solidale 45590

«Un Centro creato appositamente per accogliere le famiglie con bambini affetti da disabilità neuromotorie e fornire loro, con competenza e continuità, consulenza e supporto gratuiti da parte di un’équipe di figure professionali specifiche, scelte sulla base dell’analisi dei bisogni che le famiglie stesse evidenziano: uno psicologo, un avvocato, un assistente sociale e un infermiere.

Si chiama Intorno a me ed è il progetto che intende realizzare Fondazione Ariel, da oltre 15 anni a fianco delle famiglie con bambini affetti da Paralisi Cerebrale Infantile – patologia neuromotoria che colpisce un bambino ogni 500 nuovi nati e che impedisce progressivamente i movimenti più elementari – per offrire servizi necessari a migliorare la qualità di vita del bambino e di tutta la sua famiglia.

Per realizzare il Centro per la famiglia Intorno a me Ariel avvia dall’1 al 13 aprile una campagna con numero solidale: un sms o una telefonata al 45590 permetterà di avviare i lavori entro l’anno e raggiungere l’obiettivo di accogliere 150 famiglie nel primo anno di attività, rispondendo alle esigenze specifiche di ognuna di loro nel tempo.

Annunciostampa ARIEL sms 2017 CMYK_okINTORNO-A-ME==On. Brambilla_Portinaro

Fino a oggi l’attività di Fondazione Ariel dedicata alle famiglie si è concentrata su un servizio di counseling gratuito, telefonico e online – che ha già risposto a 2.800 richieste di aiuto – oltre che su attività di animazione per i bambini con disabilità e occasioni di sollievo per i genitori e, ancora, sull’organizzazione di momenti formativi e gruppi di sostegno per mamme, papà, fratelli e nonni.

Fin dalla sua nascita Ariel ha allargato l’orizzonte del sostegno a tutto il nucleo familiare, adottando un approccio “family center care”, nella consapevolezza che il benessere del bambino è connesso a quello del proprio sistema di riferimento, cioè la sua famiglia, nella propria unicità. Da qui l’esigenza di una maggiore personalizzazione delle risposte e di un’offerta più articolata di servizi di counseling e sostegno nel tempo. Perché i genitori, non abbandonati a loro stessi, possano affrontare con serenità ed energia le complessità della disabilità, aiutando il piccolo a sviluppare abilità e potenzialità preziose per la sua crescita e il suo futuro.

“In questi 15 anni la fondazione ha aiutato circa 3mila bambini, ha promosso attività di ricerca, ha risposto a 2.800 richieste d’aiuto e accompagnato circa duemila famiglie in quello che è senza dubbio un percorso difficile – ha detto il presidente di Ariel, notaio Massimo Linares -. La fondazione si è rivolta alle famiglie con un’attività di consulenza e supporto tramite call center e incontri dedicati, con la promozione della ricerca scientifica, senza dimenticare i momenti ludici in aiuto dei bambini. Con il nuovo centro vogliamo fornire supporto su vari livelli: anzitutto un aiuto psicologico continuativo, poi sotto il profilo dell’assistenza sociale e medico-infermieristica. Da ultimo intendiamo sviluppare un’area apposita per dare strumenti giuridici alle famiglie, perché si possano orientare in materia fiscale e previdenziale”.

Come direttore medico-scientifico – ha aggiunto il dott. Nicola Portinaro – tengo a sottolineare che in questi anni siamo riusciti a ottenere una notevole produzione scientifica, grazie a un laboratorio ad alta tecnologia e alla ricerca genetica e proteomica. Con queste ricerche abbiamo cambiato le nostre attitudini e le linee guida internazionali dal punto di vista chirurgico e riabilitativo. Questa campagna, che prevede un’assistenza a trecentosessanta gradi, avrà anche un’importante ricaduta in termini di ricerca”.

“Auguro il massimo successo – dice l’on. Michela Vittoria Brambilla, ex presidente della commissione parlamentare dell’infanzia e dell’adolescenza – alla campagna della fondazione Ariel, certa che gli italiani risponderanno con generosità per promuovere la salute fisica e mentale dei bambini con paralisi cerebrale e disabilità neuromotorie. Il supporto dei servizi sanitari a questi piccoli pazienti è disomogeneo sul territorio e carente soprattutto nella fase della riabilitazione, che non è mai solo una riabilitazione fisica. I migliori risultati sono garantiti da un approccio “globale”, che fin dal primo momento coinvolge genitori, fratelli, nonni, tutta la famiglia. Proprio grazie al progetto “Intorno a me” – con la partecipazione di professionisti di diverse aree disciplinari: medica, psicologica, legale – la Fondazione intende assicurare la massima sinergia tra il percorso terapeutico del bambino e il necessario sostegno al nucleo familiare”.
Il privato sociale merita la riconoscenza di tutti noi, perché spesso arriva dove lo Stato fatica ad arrivare.»

[02 Aprile 2019 – Ufficio Stampa On. Michela Vittoria Brambilla]

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Dida.1) Fondazione Ariel, Campagna con numero solidale — ARIEL_sms2019

Dida.2) L’on. Michela Vittoria Brambilla con il dottor Nicola Portinaro

1° Campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della retinopatia e maculopatia diabetica. – 2019 [+Approfondimenti]

Comunicato

1° Campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della retinopatia e maculopatia diabetica – 2019

REALIZZATA DA CAMO E DALL’OSPEDALE SAN RAFFAELE DI MILANO HA PERMESSO DI INDIVIDUARE IN CENTINAIA DI PAZIENTI UNA FORMA DI RETINOPATIA DIABETICA, GRAZIE ANCHE ALLA MODERNA TECNOLOGIA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE

«Dal 4 al 28 febbraio 2019 si è svolta in tutta Italia la prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Retinopatia e Maculopatia Diabetica. Un’importante iniziativa nazionale organizzata dal Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) e dall’Ospedale San Raffaele di Milano, che ha avuto il patrocinio del Ministero della Salute, del Comune di Milano e della Società Oftalmologica Italiana – SOI.

La Campagna, che ha visto la realizzazione su tutto il territorio nazionale di 2.200 screening gratuiti (56% uomini e 44% donne), è nata con lo scopo di informare e sensibilizzare la cittadinanza sulle complicanze oculari della malattia diabetica e sui rischi ad essa connessi. La retinopatia e la maculopatia diabetica rappresentano, infatti, le alterazioni microvascolari più comuni nei pazienti affetti da diabete mellito (DM).

Oltre agli organizzatori, sono state effettuate prestazioni gratuite da 30 strutture oculistiche di eccellenza: 8 in Lombardia, 4 in Puglia e Toscana, 3 in Campania, 2 in Piemonte. E poi Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Sicilia e Sardegna

Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa CAMO – http://www.campospa.it
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Estratto da Copertina CAMO - MESE DELLA PREVENZIONE Maculopatia e Retinopatia Diabetiche - FEBBRAIO 2019

Didascalia 1: Professor Lucio Buratto – CAMO
Didascalia 2: duomo_maculopatia
Didascalia 3: Estratto da Copertina CAMO – MESE DELLA PREVENZIONE Maculopatia e Retinopatia Diabetiche – FEBBRAIO 2019

 

Rif.: 1° Campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della retinopatia e maculopatia diabetica – CAMO

Approfondimenti >

«L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER LA CURA DEI NOSTRI OCCHI»

La Food and Drug Administration, l’Agenzia istituzionale statunitense che presiede alla regolamentazione di alimenti e farmaci, ha autorizzato la commercializzazione e l’utilizzo del primo dispositivo medico che utilizzando l’intelligenza artificiale è in grado di rilevare i sintomi di maculo e retinopatia diabetica negli adulti con diabete.

La retinopatia diabetica si verifica quando alti livelli di zucchero nel sangue portano a danni nei vasi sanguigni della retina, il tessuto sensibile alla luce nella parte posteriore dell’occhio. È la patologia più comune nelle persone che vivono con il diabete e la principale causa di menomazione della vista e cecità tra gli adulti in età lavorativa. “L’individuazione precoce della retinopatia è una parte importante della gestione delle cure per i milioni di persone con diabete, tuttavia molti pazienti con diabete non sono adeguatamente sottoposti a screening per retinopatia diabetica poiché circa il 50% di loro non vede il proprio oculista su base annuale” spiega il dottor Lucio Buratto, Direttore scientifico di CAMO, forte della sua lunga esperienza clinica.

Il dispositivo, chiamato EyeArt, è un programma software che utilizza un algoritmo di intelligenza artificiale per analizzare le immagini dell’occhio prese con una telecamera retinica. Lo specialista carica le immagini digitali della retina del paziente su un server in cui è installato il software EyeArt. Se le immagini sono di qualità sufficiente, il software fornisce al medico immediatamente i risultati sullo stato della retina.

Se viene rilevato un risultato positivo, i pazienti devono consultare un oculista per un’ulteriore valutazione diagnostica e un possibile trattamento il più presto possibile. Tale rilevamento può essere fatto da un infermiere o anche da un medico non specialista dell’occhio. In questo modo si ottiene uno degli obiettivi fondamentali nella prevenzione, cioè una diagnostica più precoce, più facile e accessibile.

La FDA ha valutato i dati di uno studio clinico di immagini retiniche ottenute da 900 pazienti con diabete in 10 Centri di assistenza primaria. Il dispositivo EyeArt è stato in grado di identificare correttamente la presenza di una retinopatia diabetica più che lieve nell’85% dei casi ed è stato in grado di identificare correttamente quei pazienti che non avevano una retinopatia diabetica nel 90% dei pazienti.

Questa tecnica verrà utilizzata nella Campagna programmata per il mese di febbraio 2019 dal Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO) in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele e che vedrà 30 centri di eccellenza a disposizione per diagnosi e visite gratuite su tutto il territorio nazionale. Questa iniziativa per il suo alto valore medico sociale ha avuto il patrocinio del Ministero della Salute, del Comune di Milano e della Società Italiana di Oftalmologia.

 


 

Rif.: 1° Campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della retinopatia e maculopatia diabetica – CAMO

Approfondimenti >

«DIABETE: IL KILLER DEGLI OCCHI. OLTRE UN MILIONE DI ITALIANI RISCHIANO LA VISTA»

Retino e maculopatia diabetiche sono le complicanze microvascolari più comuni del diabete mellito (DM) e sono la prima causa di cecità non traumatica negli adulti d’età compresa tra i 20 e i 74 anni, oltre a essere la quinta causa di cecità prevenibile e di deficit visivo grave. Nell’aprile 2016 NCD Risk Factor Collaboration* ha presentato i risultati della più grande indagine epidemiologica mai condotta sul diabete basata su 751 studi di popolazione, riguardanti 146 Paesi con 4,4 milioni di partecipanti in un arco temporale di 34 anni (1980-2014). *

I dati presentati sono allarmanti: il numero dei diabetici è quadruplicato passando dai 108 milioni nel 1980 ai 422 milioni nel 2014 e, se tale trend sarà confermato nei prossimi anni, nel 2025 sono attesi 700 milioni di pazienti con un conseguente collasso economico di tutti i sistemi sanitari.

In Italia, secondo questo studio, si è passati dai 2,4 milioni di diabetici nel 1980 ai 4,3 milioni nel 2014. Le ragioni di questa epidemia sono da ricondurre alla maggiore longevità e aspettativa di vita, all’incremento di obesità e sovrappeso, ai più elevati livelli di urbanizzazione, alla vita sedentaria e a un’alimentazione ricca di zuccheri.

Nel 2010 più di un terzo dei diabetici italiani presentava segni di retinopatia diabetica e circa uno su dieci era portatore di alterazioni di notevole gravità, incluso l’edema maculare diabetico (EMD): una condizione, quest’ultima, che comporta la perdita della visione centrale ma, a differenza della retinopatia, tende poi a stabilizzarsi nel corso della storia naturale della malattia.

A livello nazionale non sono disponibili dati su prevalenza e incidenza nei pazienti diabetici della cecità legale (residuo visivo non superiore a 1/20 nell’occhio migliore), né tantomeno un registro dei soggetti affetti da diabete mellito (DM). I rilievi epidemiologici mostrano, tuttavia, che la presenza della retinopatia diabetica (RD) si riscontra in circa un terzo degli individui diabetici, e circa il 2% dei pazienti con diabete sviluppa una forma grave di tale complicanza.

Più in dettaglio, secondo quanto riportato dalla Società Oftalmologica Italiana e dalla Società Italiana di Diabetologia, quando il diabete mellito (DM) viene diagnosticato oltre i 30 anni di età, la prevalenza di retinopatia diabetica (RD) varia tra il 21% negli individui con diabete insorto da meno di 10 anni e il 76% in quelli con più di 20 anni dalla diagnosi di diabete: mediamente il 30-50% della popolazione diabetica è affetto da retinopatia in forma di varia gravità.

I dati ufficiali indicano che nel 2012 gli individui con retinopatia diabetica (RD) ammontavano ad almeno 625.000. L’incidenza cumulativa di retinopatia in un periodo di osservazione di cinque anni, inoltre, varia dal 35% al 60%, a seconda che si tratti rispettivamente di pazienti anziani trattati con sola dieta o di giovani con diabete di tipo 1. Si può ipotizzare una stima sulla base di un semplice calcolo a partire dai dati dell’ISTAT: se il 5,5% dei 60 milioni di Italiani soffre di diabete mellito (DM) e se circa il 30% di essi dovesse sviluppare la retinopatia diabetica (RD), quest’ultima interesserebbe nel nostro paese circa un milione di individui, di cui 220mila svilupperebbero edema maculare diabetico (EMD).

Le considerazioni epidemiologiche conducono, pertanto, a delineare uno scenario preoccupante: al progressivo incremento della prevalenza non sembra, infatti, corrispondere un’offerta adeguata di servizi per la prevenzione e il trattamento della RD.

 

* NCD-RiskF actor Collaboration (NCD-RisC)ncdrisc.org – è una rete di scienziati della salute di tutto il mondo che fornisce dati rigorosi e tempestivi sui principali fattori di rischio per le malattie non trasmissibili in tutti i Paesi del mondo. Lancet 2016; 387: 1513-30. Tendenze mondiali nel diabete dal 1980: un’analisi congiunta di 751 studi basati sulla popolazione con 4,4 milioni di partecipanti.

 

 

«Il seme della generosità» – Dalle campagne della provincia milanese, una donazione di 100 chili di frumento alla OSF.

«Il seme della generosità» – Dalle campagne della provincia milanese, una donazione di 100 chili di frumento alla OSF.
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«Ben 100 chili di grano tenero utilizzabile dai cuochi di Opera San Francesco per i pasti agli utenti»: è questo il dono giunto all’Opera San Francesco per i Poveri Onlus da parte di una famiglia che conduce la propria azienda agricola (Cascina Claudina) a Trucazzano, a pochi chilometri da Milano.
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Non soltanto, dunque, vip-attori in servizio tra i tavoli della mensa, e non soltanto famosi chef volontari “ai fornelli” per la stessa Opera San Francesco, ma anche aziende a dimensione famigliare testimoniano con i propri gesti il loro impegno e la loro generosità. Nello specifico del dono di frumento giunto dalle campagne della provincia milanese a favore della mensa OSF, il quantitativo di grano tenero potrà essere utilizzato per zuppe, minestre, insalate e altre preparazioni in cucina.

OSF==Il seme della generosità--OSF-mensa-B)
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= Memo: «Con 25 Euro offri un pasto caldo a 5 persone in difficoltà».
= Riferimenti utili OSF: Via Kramer, 5 – 20129 Milano – Tel: 02-77.122.400 – Email: segreteria.volontari@operasanfrancesco.it

Fondazione Ariel, Progetto ‘INTORNO A ME’: per la realizzazione di un Centro per accogliere le famiglie con bambini affetti da Paralisi Cerebrale Infantile e relative disabilità neuromotorie. = Dall’1 al 13 aprile 2019: numero solidale 45590.

«INTORNO A ME: IL NUOVO CENTRO DI FONDAZIONE ARIEL DEDICATO ALLE FAMIGLIE DI BAMBINI CON DISABILITÀ. ON. BRAMBILLA: “OTTIMO PROGETTO CHE SOPPERISCE AL DISOMOGENEO SUPPORTO SUL TERRITORIO DEI SERVIZI SANITARI A QUESTI PICCOLI PAZIENTI”»

Psicologo, avvocato, assistente sociale e infermiere formano l’équipe specialistica del Centro. Dall’1 al 13 aprile 2019: numero solidale 45590

«Un Centro creato appositamente per accogliere le famiglie con bambini affetti da disabilità neuromotorie e fornire loro, con competenza e continuità, consulenza e supporto gratuiti da parte di un’équipe di figure professionali specifiche, scelte sulla base dell’analisi dei bisogni che le famiglie stesse evidenziano: uno psicologo, un avvocato, un assistente sociale e un infermiere.

Si chiama Intorno a me ed è il progetto che intende realizzare Fondazione Ariel, da oltre 15 anni a fianco delle famiglie con bambini affetti da Paralisi Cerebrale Infantile – patologia neuromotoria che colpisce un bambino ogni 500 nuovi nati e che impedisce progressivamente i movimenti più elementari – per offrire servizi necessari a migliorare la qualità di vita del bambino e di tutta la sua famiglia. Per realizzare il Centro per la famiglia Intorno a me Ariel avvia dall’1 al 13 aprile una campagna con numero solidale: un sms o una telefonata al 45590 permetterà di avviare i lavori entro l’anno e raggiungere l’obiettivo di accogliere 150 famiglie nel primo anno di attività, rispondendo alle esigenze specifiche di ognuna di loro nel tempo.

Fino a oggi l’attività di Fondazione Ariel dedicata alle famiglie si è concentrata su un servizio di counseling gratuito, telefonico e online – che ha già risposto a 2.800 richieste di aiuto – oltre che su attività di animazione per i bambini con disabilità e occasioni di sollievo per i genitori e, ancora, sull’organizzazione di momenti formativi e gruppi di sostegno per mamme, papà, fratelli e nonni.

Fin dalla sua nascita Ariel ha allargato l’orizzonte del sostegno a tutto il nucleo familiare, adottando un approccio “family center care”, nella consapevolezza che il benessere del bambino è connesso a quello del proprio sistema di riferimento, cioè la sua famiglia, nella propria unicità. Da qui l’esigenza di una maggiore personalizzazione delle risposte e di un’offerta più articolata di servizi di counseling e sostegno nel tempo. Perché i genitori, non abbandonati a loro stessi, possano affrontare con serenità ed energia le complessità della disabilità, aiutando il piccolo a sviluppare abilità e potenzialità preziose per la sua crescita e il suo futuro.

“In questi 15 anni la fondazione ha aiutato circa 3mila bambini, ha promosso attività di ricerca, ha risposto a 2.800 richieste d’aiuto e accompagnato circa duemila famiglie in quello che è senza dubbio un percorso difficile – ha detto il presidente di Ariel, notaio Massimo Linares -. La fondazione si è rivolta alle famiglie con un’attività di consulenza e supporto tramite call center e incontri dedicati, con la promozione della ricerca scientifica, senza dimenticare i momenti ludici in aiuto dei bambini. Con il nuovo centro vogliamo fornire supporto su vari livelli: anzitutto un aiuto psicologico continuativo, poi sotto il profilo dell’assistenza sociale e medico-infermieristica. Da ultimo intendiamo sviluppare un’area apposita per dare strumenti giuridici alle famiglie, perché si possano orientare in materia fiscale e previdenziale”.

“Come direttore medico-scientifico – ha aggiunto il dott. Nicola Portinaro – tengo a sottolineare che in questi anni siamo riusciti a ottenere una notevole produzione scientifica, grazie a un laboratorio ad alta tecnologia e alla ricerca genetica e proteomica. Con queste ricerche abbiamo cambiato le nostre attitudini e le linee guida internazionali dal punto di vista chirurgico e riabilitativo. Questa campagna, che prevede un’assistenza a trecentosessanta gradi, avrà anche un’importante ricaduta in termini di ricerca”.

“Auguro il massimo successo – dice l’on. Michela Vittoria Brambilla, ex presidente della commissione parlamentare dell’infanzia e dell’adolescenza – alla campagna della fondazione Ariel, certa che gli italiani risponderanno con generosità per promuovere la salute fisica e mentale dei bambini con paralisi cerebrale e disabilità neuromotorie. Il supporto dei servizi sanitari a questi piccoli pazienti è disomogeneo sul territorio e carente soprattutto nella fase della riabilitazione, che non è mai solo una riabilitazione fisica. I migliori risultati sono garantiti da un approccio “globale”, che fin dal primo momento coinvolge genitori, fratelli, nonni, tutta la famiglia. Proprio grazie al progetto “Intorno a me” – con la partecipazione di professionisti di diverse aree disciplinari: medica, psicologica, legale – la Fondazione intende assicurare la massima sinergia tra il percorso terapeutico del bambino e il necessario sostegno al nucleo familiare”.
Il privato sociale merita la riconoscenza di tutti noi, perché spesso arriva dove lo Stato fatica ad arrivare.»

[02 Aprile 2019 – Ufficio Stampa On. Michela Vittoria Brambilla]

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INTORNO-A-ME==On. Brambilla_Portinaro

Dida.1) Fondazione Ariel, Campagna con numero solidale — ARIEL_sms2019
Dida.2) L’on. Michela Vittoria Brambilla con il dottor Nicola Portinaro