«Nuove norme in materia di responsabilità per i prodotti e l’IA per proteggere i consumatori e promuovere l’innovazione» – 28Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 28 Settembre 2022

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«Nuove norme in materia di responsabilità per i prodotti e l’IA per proteggere i consumatori e promuovere l’innovazione»

«Oggi la Commissione ha adottato due proposte intese ad adeguare le norme in materia di responsabilità all’era digitale, all’economia circolare e all’impatto delle catene globali del valore. In primo luogo, propone di ammodernare le norme vigenti in materia di responsabilità oggettiva dei fabbricanti per prodotti difettosi (dalle tecnologie intelligenti ai prodotti farmaceutici). Le norme rivedute garantiranno la certezza del diritto alle imprese, che potranno quindi investire in prodotti nuovi e innovativi, e permetteranno alle vittime di ottenere un equo risarcimento per i danni causati da prodotti difettosi, compresi i prodotti digitali e ricondizionati. In secondo luogo, la Commissione propone per la prima volta un’armonizzazione mirata delle norme nazionali in materia di responsabilità per l’IA, agevolando l’ottenimento di risarcimenti da parte di chi ha subito danni connessi all’IA. Conformemente agli obiettivi del Libro bianco sull’IA e alla proposta di Legge sull’IA della Commissione del 2021, che stabilisce un quadro di eccellenza e fiducia nell’intelligenza artificiale, le nuove regole permetteranno a chi ha subito danni causati da prodotti o servizi basati sull’IA di beneficiare dei medesimi livelli di protezione di cui godrebbe se i danni fossero riconducibili a qualsiasi altra circostanza.

Revisione della direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, adattamento alla transizione verde e digitale e alle catene globali del valore

La direttiva riveduta aggiorna e rafforza le esistenti norme consolidate, basate sulla responsabilità oggettiva dei fabbricanti, per il risarcimento delle lesioni personali, dei danni alle cose o della perdita di dati causati da prodotti non sicuri, che siano mobili da giardino o macchinari sofisticati. Garantisce norme eque e prevedibili sia per le imprese che per i consumatori:

•  Modernizzare le norme in materia di responsabilità per i modelli di impresa dell’economia circolare: rendendo le norme in materia di responsabilità chiare ed eque per le imprese che modificano in maniera sostanziale i prodotti.

•  Modernizzare le norme in materia di responsabilità per i prodotti nell’era digitale: consentendo risarcimenti per i danni causati da prodotti come robot, droni o sistemi di domotica, diventati non sicuri in seguito ad aggiornamenti del software, dei servizi di IA o dei servizi digitali necessari al funzionamento dei prodotti stessi, nonché quando i fabbricanti non rimediano alle vulnerabilità esistenti in termini di cibersicurezza.

•  Creare parità di condizioni tra i fabbricanti UE e non UE: i consumatori che subiscono danni causati da prodotti non sicuri importati da paesi terzi potranno esigere un risarcimento dall’importatore o dal rappresentante del fabbricante nell’UE.

•  Mettere i consumatori su un piano di parità con i fabbricanti: imponendo a questi ultimi di divulgare gli elementi di prova, introducendo una maggiore flessibilità nei termini per la presentazione dei reclami e alleggerendo l’onere della prova per i danneggiati in casi complessi, come quelli riguardanti i prodotti farmaceutici o l’IA.

Accesso più agevole ai mezzi di ricorso per i danneggiati nell’ambito della direttiva sulla responsabilità da intelligenza artificiale

Scopo della direttiva sulla responsabilità da intelligenza artificiale è stabilire norme uniformi per l’accesso alle informazioni e l’alleggerimento dell’onere della prova in relazione ai danni causati dai sistemi di IA, garantendo una protezione più ampia per le vittime (siano esse persone fisiche o imprese) e promuovendo il settore dell’IA grazie a un aumento delle garanzie. Essa armonizzerà alcune norme per le azioni che esulano dall’ambito di applicazione della direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, nei casi in cui il danno sia causato da un comportamento scorretto. Si tratta ad esempio delle violazioni della vita privata o dei danni causati da problemi di sicurezza. Le nuove norme agevoleranno ad esempio l’ottenimento di un risarcimento da parte delle persone vittime di discriminazione nel corso di un processo di assunzione che comporta l’uso di tecnologie basate sull’IA.

La direttiva semplifica il processo giuridico per le vittime, quando devono dimostrare che un danno è imputabile a una persona, con l’introduzione di due elementi principali: in primo luogo, se è stata accertata la colpa ed è ragionevolmente plausibile un nesso causale con il funzionamento dell’IA, la cosiddetta presunzione di causalità risponderà alle difficoltà incontrate dalle vittime quando devono spiegare nel dettaglio in che modo il danno sia stato causato da una specifica colpa od omissione, cosa che può risultare particolarmente difficile quando si tratta di complessi sistemi di IA. In secondo luogo le vittime disporranno di maggiori strumenti di ricorso, grazie all’introduzione di un diritto di accesso alle prove da aziende e fornitori, nei casi in cui sia coinvolta l’IA ad alto rischio.

Le nuove norme rappresentano un punto di equilibrio tra la protezione dei consumatori e la promozione dell’innovazione, eliminando ulteriori ostacoli per l’accesso al risarcimento da parte delle vittime, e stabilendo nel contempo garanzie per il settore dell’IA con l’introduzione, ad esempio, del diritto di contestare un’azione di responsabilità sulla base di una presunzione di causalità.

Dichiarazioni di membri del Collegio

La Vicepresidente per i Valori e la trasparenza Věra Jourová ha dichiarato: “Vogliamo che le tecnologie dell’intelligenza artificiale prosperino nell’UE, e perché questo sia possibile occorre che le persone abbiano fiducia nelle innovazioni digitali. Con la proposta odierna sulla responsabilità civile per l’intelligenza artificiale diamo ai consumatori strumenti di ricorso in caso di danni da essa causati, affinché possano beneficiare dello stesso livello di protezione di cui godono nel caso delle tecnologie tradizionali, e garantiamo la certezza del diritto per il nostro mercato interno.”

Il Commissario per il Mercato interno Thierry Breton ha dichiarato: “La direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi è da quarant’anni una pietra angolare del mercato interno. La proposta odierna la renderà adatta a rispondere alle sfide dei decenni a venire. Le nuove norme terranno conto delle catene globali del valore, promuoveranno l’innovazione e la fiducia dei consumatori e garantiranno una maggiore certezza del diritto per le imprese che partecipano alla transizione verde e digitale.”

Il Commissario per la Giustizia Didier Reynders ha dichiarato: “Nel tenere presente l’enorme potenziale delle nuove tecnologie, dobbiamo sempre garantire la sicurezza dei consumatori. Disporre di adeguate norme di protezione per i cittadini dell’UE costituisce la base per la fiducia dei consumatori e quindi per il successo dell’innovazione. Le nuove tecnologie come i droni o i servizi di consegna gestiti dall’IA possono funzionare solo se i consumatori si sentono sicuri e protetti. Oggi proponiamo norme moderne in materia di responsabilità che risponderanno precisamente a questa esigenza. Stiamo adattando il nostro quadro giuridico alle realtà della trasformazione digitale.”

Prossime tappe

La proposta della Commissione dovrà ora essere adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Si propone che, cinque anni dopo l’entrata in vigore della direttiva sulla responsabilità da intelligenza artificiale, la Commissione valuti la necessità di norme in materia di responsabilità oggettiva per le azioni connesse all’IA, se necessario.

Contesto

Le norme attuali dell’UE sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, basate sulla responsabilità oggettiva dei fabbricanti, risalgono a quasi 40 anni fa. Disporre di norme moderne in materia di responsabilità è importante ai fini della trasformazione verde e digitale, in particolare per adattarsi alle nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale. Bisogna garantire la certezza del diritto per le imprese e garantire che i consumatori siano adeguatamente tutelati in caso di problemi.

Nei suoi Orientamenti politici la presidente von der Leyen ha definito un approccio europeo coordinato all’intelligenza artificiale. La Commissione si è impegnata a promuovere l’adozione dell’intelligenza artificiale e ad affrontare in maniera globale i rischi associati ai suoi usi e i potenziali danni.

Nel suo Libro bianco sull’IA del 19 febbraio 2020, la Commissione si è impegnata a promuovere l’adozione dell’IA e ad affrontare i rischi associati a determinati utilizzi di tale tecnologia promuovendo l’eccellenza e la fiducia. Nella relazione sulle implicazioni dell’IA in materia di responsabilità che accompagna il Libro bianco, la Commissione ha individuato le sfide specifiche poste dall’IA alle norme vigenti in materia di responsabilità.

Nell’aprile 2021 la Commissione ha adottato la sua proposta di Legge sull’intelligenza artificiale, che stabilisce norme orizzontali sull’intelligenza artificiale, incentrate sulla prevenzione dei danni. La legge sull’IA è un’iniziativa faro intesa a garantire la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi di IA ad alto rischio sviluppati e utilizzati nell’UE. Garantirà la sicurezza e i diritti fondamentali delle persone e delle imprese, rafforzando nel contempo l’adozione dell’intelligenza artificiale e gli investimenti e l’innovazione nel settore. Il pacchetto odierno sulla responsabilità in materia di intelligenza artificiale integra la legge sull’IA agevolando le azioni di responsabilità civile in caso di danni per colpa i e stabilendo un nuovo livello di fiducia nei risarcimenti.

La direttiva sulla responsabilità da intelligenza artificiale adatta il diritto privato alle nuove sfide poste dall’IA. In aggiunta alla revisione della direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi, queste iniziative integrano gli sforzi della Commissione per adeguare le norme in materia di responsabilità alla transizione verde e digitale.»

Per ulteriori informazioni

Proposta di direttiva relativa all’adeguamento delle norme in materia di responsabilità civile extracontrattuale all’intelligenza artificiale   

Proposta: revisione della direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi

Domande e risposte: Direttiva sulla responsabilità da intelligenza artificiale

Domande e risposte: Direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi

Norme in materia di responsabilità in materia di intelligenza artificiale

Libro bianco della Commissione sull’intelligenza artificiale – Un approccio europeo all’eccellenza e alla fiducia

Relazione della Commissione sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale, dell’Internet delle cose e della robotica in materia di sicurezza e di responsabilità

Relazione del gruppo di esperti sulla responsabilità per l’intelligenza artificiale e altre tecnologie digitali emergenti

Studio di diritto comparato sulla responsabilità civile per l’intelligenza artificiale

«Politica di coesione dell’UE: oltre 101 milioni di € per l’ammodernamento dell’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina» – 28Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 28 Settembre 2022

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«Politica di coesione dell’UE: oltre 101 milioni di € per l’ammodernamento dell’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina»

«Oggi la Commissione ha approvato un investimento di oltre 101 milioni di € a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale per l’ammodernamento dell’asse ferroviario Palermo-Catania-Messina.

La Commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, ha dichiarato: “L’UE investe nel miglioramento della competitività e della qualità della vita nelle regioni periferiche. I cittadini e le imprese beneficeranno di collegamenti ferroviari decisamente migliori, che saranno più rapidi e frequenti. Si tratta di un investimento fondamentale per rendere la Sicilia più attrattiva e incoraggiare l’uso di trasporti più sostenibili rispetto a quelli su strada. Ciò consentirà alla Sicilia di diventare un luogo più accessibile e attraente per vivere e lavorare. Passo dopo passo, facciamo del Green Deal europeo una realtà!

L’investimento contribuirà alla costruzione di due gallerie, lunghe 92,75 m e 34,75 m, e di 17 viadotti per rimuovere la sinuosità dei binari che attraversano le zone collinari e accidentate. In alcune parti dell’isola sarà costruita una seconda ferrovia per favorire il transito simultaneo in entrambe le direzioni. Tali investimenti ridurranno notevolmente i tempi di percorrenza e aumenteranno la frequenza delle connessioni. Una parte dei terreni liberati grazie alla rimozione delle curve sarà trasformata in piste ciclabili.

Il progetto migliorerà la qualità del servizio ferroviario e dei collegamenti con i porti di Catania, Augusta e Palermo, nonché con gli aeroporti di Catania e Palermo.

Contribuirà inoltre a migliorare la stazione di Bicocca a Catania, modificando il tracciato di posa dei binari, costruendo nuovi sottopassaggi e rampe di accesso e migliorando l’edificio stesso.

Questo importante investimento è fondamentale per rafforzare lo sviluppo socioeconomico della Sicilia, in quanto sostiene lo sviluppo di mezzi di trasporto più efficienti, più rapidi e a basse emissioni per i cittadini e le imprese.

Maggiori informazioni sugli investimenti della politica di coesione in Italia sono disponibili sulla piattaforma Open Data Coesione e sulla piattaforma Kohesio

«Reddito minimo: serve un sostegno più efficace per combattere la povertà e favorire l’occupazione.» – 28Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 28 Settembre 2022

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«Reddito minimo: serve un sostegno più efficace per combattere la povertà e favorire l’occupazione.»

«Oggi la Commissione invita gli Stati membri a modernizzare i propri regimi di reddito minimo nel quadro dell’attuale impegno per la riduzione della povertà e dell’esclusione sociale in Europa. La proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca un’inclusione attiva stabilisce le modalità con cui gli Stati membri possono modernizzare i propri regimi di reddito minimo per renderli più efficaci, sottraendo le persone alla povertà e promuovendo nel contempo l’integrazione nel mercato del lavoro di quanti sono in grado di lavorare.

Il reddito minimo è costituito da pagamenti in contanti che aiutano le famiglie che ne hanno bisogno a colmare lo scarto rispetto a un determinato livello di reddito per pagare le bollette e condurre una vita dignitosa. Tali pagamenti sono particolarmente importanti in periodi di recessione economica perché contribuiscono ad ammortizzare il calo del reddito delle famiglie per le persone più bisognose, contribuendo in tal modo a una crescita sostenibile e inclusiva. Sono generalmente integrati da prestazioni in natura che danno accesso a servizi e incentivi mirati per accedere al mercato del lavoro. I regimi di reddito minimo non sono quindi uno strumento passivo, ma fungono da trampolino di lancio per migliorare l’inclusione e le prospettive occupazionali. Regimi di reddito minimo ben concepiti consentono di trovare un equilibrio tra la riduzione della povertà, l’incentivazione del lavoro e il mantenimento di spese di bilancio sostenibili.

Il reddito minimo e le reti di sicurezza sociale devono prevedere incentivi e sostegno sufficienti affinché i beneficiari che sono in grado di lavorare possano reintegrarsi nel mercato del lavoro. Dovrebbero quindi essere concepiti anche per contribuire alla piena realizzazione del potenziale delle transizioni verde e digitale, sostenendo le transizioni nel mercato del lavoro e una partecipazione attiva delle persone svantaggiate.

I vantaggi di carattere sociale ed economico derivanti dalla presenza di reti di sicurezza sociale adeguate e mirate sono diventati ancora più importanti durante i lockdown legati alla pandemia di COVID-19. Disporre di un adeguato reddito minimo è estremamente importante nell’attuale contesto di aumento dei prezzi dell’energia e dell’inflazione a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, in quanto le misure sul reddito possono essere destinate specificamente ai gruppi vulnerabili.

La proposta contribuirà al conseguimento degli obiettivi sociali dell’UE per il 2030 volti a ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà di esclusione, comestabilito nel piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali, e aiuterà gli Stati membri a raggiungere l’obiettivo secondo cui almeno il 78% della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni dovrebbe avere un lavoro.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “I sistemi di protezione sociale contribuiscono a ridurre le disuguaglianze e le differenze sociali. Garantiscono una vita dignitosa a coloro che non possono lavorare e incoraggiano coloro che possono farlo a ritrovare un impiego. In un momento in cui molte persone faticano a raggiungere fine mese, quest’autunno sarà importante che gli Stati membri modernizzino le proprie reti di sicurezza sociale con un approccio di inclusione attiva per aiutare le persone più bisognose. È così che possiamo combattere la povertà e l’esclusione sociale e aiutare un maggior numero di persone a trovare lavoro in questo periodo difficile.”

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “Oggi più di una persona su cinque nell’UE è a rischio di povertà e di esclusione sociale. In tutti gli Stati membri esistono regimi di reddito minimo, ma dalle analisi risulta che non sempre sono adeguati, raggiungono tutti coloro che ne hanno bisogno o motivano le persone a rientrare nel mercato del lavoro. In un contesto di aumento del costo della vita e di incertezza dobbiamo garantire che le nostre reti di sicurezza siano all’altezza del compito. Dovremmo prestare particolare attenzione al reinserimento dei giovani nel mondo del lavoro anche attraverso il sostegno al reddito, in modo che non restino intrappolati in un circolo vizioso di esclusione.”

Reti di sicurezza sociale ben concepite per aiutare le persone bisognose

Anche se il reddito minimo esiste in tutti gli Stati membri, le variazioni in termini di adeguatezza, portata ed efficacia nel sostenere le persone sono significative.

L’odierna proposta di raccomandazione del Consiglio fornisce agli Stati membri orientamenti chiari sulle modalità per garantire che i propri regimi di reddito minimo siano efficaci nella lotta alla povertà e nella promozione dell’inclusione attiva nella società e nei mercati del lavoro.

Si raccomanda agli Stati membri di:

  • migliorare l’adeguatezza del sostegno al reddito:
  • fissare il livello del sostegno al reddito mediante una metodologia trasparente e solida;
  • pur salvaguardando gli incentivi al lavoro, garantire che il sostegno al reddito risponda gradualmente una serie di criteri di adeguatezza. Gli Stati membri dovrebbero raggiungere un livello adeguato di sostegno al reddito entro la fine del 2030, preservando nel contempo la sostenibilità delle finanze pubbliche;
  • riesaminare annualmente e, se necessario, adeguare il livello del sostegno al reddito;
  • migliorare la copertura del reddito minimo e il ricorso allo stesso:
  • i criteri di ammissibilità dovrebbero essere trasparenti e non discriminatori; ad esempio, per promuovere la parità di genere e l’indipendenza economica, in particolare delle donne e dei giovani adulti, gli Stati membri dovrebbero fare in modo che il sostegno al reddito sia erogato per persona, anziché per nucleo familiare, senza necessariamente aumentare il livello complessivo delle prestazioni per famiglia. Sono inoltre necessarie ulteriori misure per garantire il ricorso al reddito minimo da parte delle famiglie monoparentali, formate in prevalenza da donne;
  • le procedure di presentazione della domanda dovrebbero essere accessibili, semplificate e corredate di informazioni di facile comprensione;
  • la decisione sulla domanda di reddito minimo dovrebbe essere emessa entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, con possibilità di riesame della decisione;
  • i regimi di reddito minimo dovrebbero essere in grado di rispondere alle crisi socioeconomiche, ad esempio tramite l’introduzione di una maggiore flessibilità per quanto riguarda l’ammissibilità;
  • migliorare l’accesso a mercati del lavoro inclusivi:
  • le misure di attivazione dovrebbero fornire incentivi sufficienti a (ri)entrare nel mercato del lavoro, con particolare attenzione al sostegno ai giovani adulti;
  • i regimi di reddito minimo dovrebbero aiutare le persone a trovare un lavoro e a mantenerlo, ad esempio attraverso un’istruzione e una formazione inclusive nonché un sostegno (post-collocamento) e di tutoraggio;  
  • dovrebbe essere possibile combinare il sostegno al reddito con il reddito da lavoro per periodi più brevi, ad esempio durante il periodo di prova o i tirocini;
  • migliorare l’accesso ai servizi abilitanti ed essenziali:
  • i beneficiari dovrebbero avere un accesso effettivo a servizi abilitanti di qualità quali l’assistenza (sanitaria), la formazione e l’istruzione. Coloro che ne hanno bisogno dovrebbero disporre di servizi di inclusione sociale come la consulenza e il coaching;
  • i beneficiari dovrebbero avere un accesso continuo ed effettivo ai servizi essenziali, come l’energia;
  • promuovere un sostegno personalizzato:
  • gli Stati membri dovrebbero svolgere una valutazione individuale e multidimensionale delle esigenze per individuare gli ostacoli all’inclusione sociale e/o all’occupazione incontrati dai beneficiari e il sostegno necessario per affrontarli;
  • su tale base, entro tre mesi dall’accesso al reddito minimo i beneficiari dovrebbero ricevere un piano di inclusione che definisca obiettivi comuni, un calendario e un pacchetto di sostegno su misura per raggiungere tali obiettivi;
  • aumentare l’efficacia della governance delle reti di sicurezza sociale a livello di UE, nazionale, regionale e locale nonché quella dei meccanismi di monitoraggio e comunicazione.

Sono disponibili finanziamenti dell’UE per aiutare gli Stati membri a migliorare i propri regimi di reddito minimo e le proprie infrastrutture sociali attraverso riforme e investimenti.

Miglioramento delle valutazioni d’impatto per politiche eque

Oggi la Commissione presenta anche una comunicazione dal titolo “Valutare meglio l’impatto distributivo delle riforme degli Stati membri”, che fornisce orientamenti per indirizzare meglio le politiche in modo trasparente, assicurandosi che non accentuino le disuguaglianze esistenti e tenendo conto dell’impatto sulle diverse aree geografiche e sui diversi gruppi di popolazione, come le donne, i minori e le famiglie a basso reddito. La comunicazione contiene orientamenti sui settori strategici, sugli strumenti, sugli indicatori, sulla tempistica, sui dati e sulla diffusione della valutazione. Gli orientamenti presentati oggi sono pertinenti anche per gli Stati membri in sede di definizione dei propri regimi di reddito minimo.

Prossime tappe

La proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca un’inclusione attiva, presentata dalla Commissione, sarà discussa dagli Stati membri in vista dell’adozione da parte del Consiglio. Una volta adottata, gli Stati membri dovrebbero riferire alla Commissione ogni tre anni in merito ai progressi compiuti nell’attuazione. La Commissione seguirà inoltre i progressi compiuti nell’attuazione della raccomandazione nel contesto del semestre europeo. Lo strumento proposto, vale a dire una raccomandazione del Consiglio, lascia agli Stati membri un margine sufficiente per determinare le modalità per conseguire al meglio gli obiettivi della presente iniziativa, tenendo conto delle loro circostanze specifiche.

Contesto

Nel 2021 più di una persona su cinque, ossia 94,5 milioni di persone in totale, era a rischio di povertà o di esclusione sociale nell’UE. Le reti di sicurezza sociale svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere queste persone e, se sono in grado di farlo, aiutarle a (ri)entrare nel mercato del lavoro. Servono tuttavia regimi di protezione sociale più efficaci: circa il 20% delle persone senza occupazione a rischio di povertà non ha diritto a ricevere alcun sostegno al reddito e si stima che tra il 30% e il 50% della popolazione ammissibile non ricorra al sostegno al reddito minimo. 

Il principio 14 del pilastro europeo dei diritti sociali sancisce il diritto a un adeguato reddito minimo. Al fine di promuovere l’inclusione sociale e l’occupazione e garantire che nessuno sia lasciato indietro, la Commissione ha presentato numerose iniziative supplementari che integrano la proposta odierna, tra cui la proposta di direttiva relativa a salari minimi adeguati, intesa a garantire che il lavoro assicuri un reddito sufficiente per una vita dignitosa, la garanzia europea per l’infanzia, intesa a offrire ai minori un accesso gratuito ed efficace a servizi fondamentali, e la strategia europea per l’assistenza, intesa a migliorare la situazione in particolare delle donne e delle persone nel settore dell’assistenza. La raccomandazione della Commissione relativa a un sostegno attivo ed efficace all’occupazione (EASE) offre orientamenti sulle politiche attive del mercato del lavoro, anche per quanto riguarda il miglioramento del livello delle competenze e la riqualificazione. La raccomandazione del Consiglio relativa alla garanzia di una transizione equa verso la neutralità climatica stabilisce orientamenti specifici per attuare politiche per una transizione equa, con particolare attenzione alle famiglie vulnerabili. Infine la proposta di regolamento della Commissione relativa a un intervento di emergenza per far fronte al rincaro dei prezzi dell’energia mira ad affrontare il drastico incremento dei prezzi dell’energia riducendo il consumo e condividendo i ricavi eccezionali dei produttori di energia con coloro che hanno più bisogno di aiuto.»

Per ulteriori informazioni

Proposta di raccomandazione del Consiglio relativa a un adeguato reddito minimo che garantisca un’inclusione attiva

Comunicazione “Valutare meglio l’impatto distributivo delle riforme degli Stati membri”

Domande e risposte: adeguato reddito minimo

Scheda informativa: adeguato reddito minimo

«Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina.» – 28Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 28 Settembre 2022

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«Aiuti di Stato: approvato dalla Commissione il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina.»

«La Commissione europea ha approvato il regime italiano da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato, adottato dalla Commissione il 23 marzo 2022 e modificato il 20 luglio 2022, che si fonda sull’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che riconosce che l’economia dell’UE sta subendo gravi perturbazioni.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Con questi 700 milioni di €, l’Italia garantirà che le imprese colpite dall’attuale crisi geopolitica e dalle relative sanzioni dispongano di liquidità sufficiente, consentendo loro di proseguire la loro attività economica in questo difficile contesto. Continuiamo a restare al fianco dell’Ucraina e del suo popolo. Allo stesso tempo proseguiamo la stretta collaborazione con gli Stati membri per garantire che le misure nazionali di sostegno possano essere attuate in modo tempestivo, coordinato ed efficace, tutelando nel contempo la parità di condizioni nel mercato unico“.

La misura dello Stato italiano

L’Italia ha notificato alla Commissione un regime da 700 milioni di € a sostegno delle imprese nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina.

La misura sarà accessibile alle piccole e medie imprese (“PMI”) e a quelle con meno di 1500 dipendenti (imprese a media capitalizzazione) attive in tutti i settori colpiti dall’attuale crisi geopolitica e dalle sanzioni e controsanzioni adottate in tale contesto.

Sono tuttavia escluse le imprese che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, della pesca, dell’acquacoltura, del settore bancario e finanziario, nonché le società commerciali e di intermediazione commerciale.

La misura è analoga ad altri regimi italiani a sostegno dei settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura, come quello approvato dalla Commissione il 18 maggio 2022 (SA.102896).

Nell’ambito del regime i beneficiari ammissibili avranno diritto a ricevere aiuti di importo limitato sotto forma di sovvenzioni dirette.

Il regime sarà accessibile alle imprese con un fatturato estero medio complessivo, negli anni 2019, 2020 e 2021, pari ad almeno il 10% del fatturato medio totale degli stessi anni.

Per essere ammissibili, le società devono inoltre rifornirsi per determinate parti dell’insieme delle loro forniture dall’Ucraina, dalla Russia o dalla Bielorussia e prevedere, per l’esercizio finanziario 2022, i) un aumento del costo unitario medio delle forniture; o ii) una riduzione dei quantitativi di forniture provenienti dagli stessi paesi di almeno il 20 % rispetto alla media registrata nel 2019, 2020 e 2021.

La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo di crisi. In particolare, gli aiuti i) non supereranno 500.000 € per impresa; e ii) saranno concessi entro il 31 dicembre 2022.

La Commissione ha concluso che il regime italiano è necessario, adeguato e proporzionato per porre rimedio a un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo.

Su queste basi la Commissione ha approvato la misura di aiuto in quanto conforme alle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

Contesto

Il quadro temporaneo di crisi, adottato il 23 marzo 2022 , consente agli Stati membri di avvalersi della flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l’economia nel contesto della guerra della Russia contro l’Ucraina.

Il quadro temporaneo di crisi è stato modificato il 20 luglio 2022 per integrare il pacchetto di preparazione all’inverno, in linea con gli obiettivi del piano REPowerEU.

Il quadro temporaneo di crisi prevede che gli Stati membri possano concedere i seguenti tipi di aiuti:

  • aiuti di importo limitato, in qualsiasi forma, destinati alle imprese colpite dall’attuale crisi o dalle sanzioni e controsanzioni adottate in tale contesto, fino ai nuovi massimali, aumentati a 62.000 € e a 75.000 €, rispettivamente, per i settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura e a 500.000 € per tutti gli altri settori;
  • sostegno alla liquidità sotto forma di garanzie statali e prestiti agevolati;
  • aiuti destinati a compensare i prezzi elevati dell’energia che possono essere concessi in qualsiasi forma e compenseranno parzialmente le imprese, in particolare gli utenti a forte consumo di energia, a fronte dei costi aggiuntivi dovuti agli aumenti eccezionali dei prezzi del gas e dell’energia elettrica. Gli aiuti complessivi per beneficiario non possono superare il 30% dei costi ammissibili e, al fine di incentivare il risparmio energetico, non dovrebbero riguardare più del 70% del suo consumo di gas e di energia elettrica registrato nello stesso periodo dell’anno precedente, fino a un massimo di 2 milioni di € in qualsiasi momento. Se l’impresa subisce perdite di esercizio, possono essere necessari ulteriori aiuti per garantire il proseguimento di un’attività economica. Pertanto, per gli utenti a forte consumo di energia, le intensità di aiuto sono più elevate e gli Stati membri possono concedere aiuti superiori a tali massimali, fino a 25 milioni di €, e, per le imprese che operano in settori e sottosettori particolarmente colpiti, fino a 50 milioni di €.
  • Misure intese a accelerare la diffusione delle energie rinnovabili. Gli Stati membri possono istituire regimi di investimenti nelle energie rinnovabili, tra cui l’idrogeno rinnovabile, il biogas e il biometano, lo stoccaggio e il calore rinnovabile, anche mediante pompe di calore, con procedure di gara semplificate che possono essere attuate rapidamente, prevedendo nel contempo garanzie sufficienti per tutelare la parità delle condizioni. In particolare, gli Stati membri possono elaborare regimi relativi a tecnologie specifiche, che richiedono un sostegno alla luce delle specificità dei mix energetici nazionali; e
  • misure che agevolano la decarbonizzazione dei processi industriali. Per accelerare ulteriormente la diversificazione dell’approvvigionamento energetico, gli Stati membri possono ridurre gradualmente l’utilizzo di combustibili fossili, in particolare attraverso l’elettrificazione, l’efficienza energetica e lo spostamento verso l’utilizzo di idrogeno rinnovabile e idrogeno elettrolitico che soddisfa determinati requisiti. Gli Stati membri possono i) istituire nuovi regimi basati su gare d’appalto o ii) sostenere direttamente i progetti, senza gare d’appalto, con determinati limiti alla quota di sostegno pubblico per investimento. Sarebbero previsti bonus supplementari specifici per le piccole e medie imprese e per soluzioni particolarmente efficienti sotto il profilo energetico.

Il quadro temporaneo di crisi indica inoltre in che modo i seguenti tipi di aiuti possono essere approvati caso per caso, a determinate condizioni: i) sostegno alle imprese interessate dalla riduzione obbligatoria o volontaria dell’uso di gas, ii) sostegno al riempimento degli impianti di stoccaggio del gas, iii) sostegno transitorio e limitato nel tempo per il passaggio all’utilizzo di combustibili fossili più inquinanti, a condizione che si attuino misure di efficienza energetica e si evitino gli effetti di lock-in e iv) sostegno alla fornitura di assicurazioni o riassicurazioni alle imprese che trasportano merci da e verso l’Ucraina.

Le entità controllate dalla Russia che sono soggette a sanzioni saranno escluse dall’ambito di applicazione di tali misure.

Il quadro temporaneo di crisi prevede pertanto una serie di garanzie:

  • metodologia proporzionale, che richiede l’esistenza di un nesso tra l’importo dell’aiuto che può essere concesso alle imprese e la portata della loro attività economica e dell’esposizione agli effetti economici della crisi;
  • condizioni di ammissibilità, ad esempio mediante la definizione degli utenti ad alta intensità energetica come imprese per le quali l’acquisto dei prodotti energetici è pari ad almeno il 3% del loro valore produttivo; e
  • requisiti di sostenibilità, quando concedono aiuti per ovviare ai costi aggiuntivi sostenuti a causa dei prezzi eccezionalmente elevati del gas e dell’energia elettrica, gli Stati membri sono invitati a considerare, in modo non discriminatorio, la fissazione di requisiti relativi alla protezione dell’ambiente o alla sicurezza dell’approvvigionamento.

Il quadro temporaneo di crisi rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2022 per le misure di sostegno alla liquidità e le misure a copertura dell’aumento dei costi dell’energia. Gli aiuti a sostegno della diffusione delle energie rinnovabili e della decarbonizzazione dell’industria possono essere concessi fino alla fine di giugno 2023.

La Commissione monitora costantemente l’applicazione del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato per tenere conto dell’evoluzione della situazione. Per questo motivo, il 14 settembre 2022, a seguito delle dichiarazioni della presidente, la Commissione ha invitato gli Stati membri a partecipare a un’indagine per avere il loro parere sulla proroga e su eventuali ulteriori modifiche del quadro temporaneo di crisi, anche alla luce della proposta della Commissione relativa a un intervento di emergenza sul mercato, per garantire che rimanga in linea con gli obiettivi della politica energetica e attenui il perdurare dell’impatto economico dell’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, consentendo agli Stati membri di fornire il sostegno necessario alle imprese e ai settori maggiormente colpiti, pur preservando la parità di condizioni.

Il quadro temporaneo di crisi integra le ampie possibilità di cui dispongono gli Stati membri per concepire misure in linea con le esistenti norme dell’UE sugli aiuti di Stato che, ad esempio, consentono agli Stati membri di aiutare le imprese a far fronte alla carenza di liquidità e a sopperire a un urgente fabbisogno di aiuti al salvataggio. Inoltre l’articolo 107, paragrafo 2, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea consente agli Stati membri di compensare le imprese per i danni direttamente causati da un evento eccezionale, come l’attuale crisi.

Il 19 marzo 2020 la Commissione ha inoltre adottato un quadro temporaneo nel contesto della pandemia di coronavirus, che è stato modificato il 3 aprile, l’8 maggio, il 29 giugno, il 13 ottobre 2020, il 28 gennaio e il 18 novembre 2021. Come annunciato nel maggio 2022, il quadro temporaneo COVID non è stato prorogato oltre la data di scadenza fissata del 30 giugno 2022, con alcune eccezioni. In particolare, le misure di sostegno agli investimenti e alla solvibilità possono ancora essere attuate, rispettivamente fino al 31 dicembre 2022 e al 31 dicembre 2023. Inoltre il quadro temporaneo COVID prevede già una transizione flessibile, nel rispetto di chiare garanzie, in particolare per quanto riguarda le opzioni di conversione e ristrutturazione degli strumenti di debito, come i prestiti e le garanzie, in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni dirette, fino al 30 giugno 2023.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile sotto il numero SA.104242 nel registro degli aiuti di Stato nel sito web della Commissione dedicato alla concorrenza una volta risolte eventuali questioni di riservatezza. Le nuove decisioni relative agli aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di concorrenza (Competition Weekly e-News).

Maggiori informazioni sul quadro temporaneo di crisi e su altre azioni intraprese dalla Commissione per affrontare le ripercussioni economiche della guerra della Russia contro l’Ucraina sono disponibili qui

#EuChildForum2022 : 14º Forum europeo per i diritti dei minori, dal 27 al 29 Settembre 2022 ||> «Diritti dei minori: la Vicepresidente Šuica presenta la piattaforma per la partecipazione dei minori.» – 26Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

#EuChildForum2022 == From 27/09 to 29/09/2022
= 14th European Forum on the rights of the child
= Theme of this 14th edition: ‘Bringing children to the centre: Empowering, protecting and including children’.
- Organised by the Commission's Directorate-General for Justice and Consumers
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#EUchildforum
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Qui avanti, testo della Commissione Europea con focus sulla presentazione della piattaforma per la partecipazione dei minori, da parte della Vicepresidente Šuica.
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Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 26 Settembre 2022

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«Diritti dei minori: la Vicepresidente Šuica presenta la piattaforma per la partecipazione dei minori»

«Domani la Vicepresidente Šuica parteciperà al 14º Forum europeo per i diritti dei minori, durante il quale presenterà ufficialmente la piattaforma per la partecipazione dei minori, elemento fondamentale nell’ambito della strategia dell’UE sui diritti dei minori.

La piattaforma sarà istituita in partenariato con il Parlamento europeo, le organizzazioni per i diritti dei minori e con la partecipazione diretta dei minori, per garantire che questi ultimi siano maggiormente coinvolti nel processo decisionale a tutti i livelli.

La piattaforma fungerà da ponte e da punto nodale per i meccanismi di partecipazione dei minori esistenti a livello locale, nazionale ed europeo. Includerà uno strumento online mediante il quale i minori potranno condividere con i responsabili politici le proprie opinioni su specifiche politiche e iniziative dell’UE.

La Vicepresidente Dubravka Šuica ha dichiarato: “La piattaforma per la partecipazione dei minori è una risposta diretta e concreta all’appello dei bambini e dei giovani a essere inclusi nel processo decisionale democratico. Nel corso della Conferenza sul futuro dell’Europa i minori hanno dimostrato il proprio impegno a contribuire a plasmare il futuro dell’Europa. Ora si tratta di collaborare con i minori e le parti interessate per responsabilizzare i minori stessi e contribuire a costruire la loro identità civica in tutta Europa. Se vogliamo costruire democrazie più forti e resilienti dall’interno, dobbiamo partire dalle generazioni più giovani.

Il 14º Forum europeo per i diritti dei minori, che si terrà dal 27 al 29 settembre, è una conferenza annuale che dà voce ai minori in quanto partecipanti attivi. Il Commissario per la Giustizia, Didier Reynders, e il Commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, parteciperanno al forum insieme agli attori chiave nel settore dei diritti dei minori degli Stati membri dell’UE, delle Nazioni Unite e delle organizzazioni per i diritti dei minori. Maggiori informazioni sul forum sono disponibili qui [> https://euchildforum2022.eu/].»

«Rapporto ambientale sull’aviazione europea 2022: fondamentale per la solidità del settore aumentare la sostenibilità.» – 21Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 21 Settembre 2022

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«Rapporto ambientale sull’aviazione europea 2022: fondamentale per la solidità del settore aumentare la sostenibilità»

«Il rapporto ambientale sull’aviazione europea appena pubblicato esamina le prestazioni ambientali del settore dell’aviazione e i progressi compiuti dal 2019, formulando raccomandazioni su come ridurre l’incidenza dell’aviazione sui cambiamenti climatici, sul rumore e sulla qualità dell’aria.

Benché il settore abbia adottato misure per mitigare i propri effetti sull’ambiente e sul clima, la prevista crescita della domanda richiede ulteriori azioni incisive. Il trasporto aereo, come tutti gli altri modi di trasporto, deve fare la sua parte per realizzare un futuro a impatto climatico zero entro il 2050.

Sebbene la pandemia di COVID-19 abbia provocato una diminuzione del numero dei voli facenti scalo negli aeroporti dell’UE e dell’EFTA, che sono passati da 9,3 milioni nel 2019 a 4,12 milioni nel 2020 e 5,07 milioni nel 2021, le tendenze a lungo termine indicano che entro il 2050 i voli annuali nella regione potrebbero raggiungere i 12,2 milioni. In questo scenario, le emissioni di CO2 degli aeromobili potrebbero arrivare a 188 milioni di tonnellate, a meno che il settore non accordi ulteriore priorità alle misure di protezione ambientale.

In tale contesto, il rapporto contiene raccomandazioni quali incentivare gli utenti dello spazio aereo a percorrere traiettorie a minore impatto ambientale, in linea con quanto previsto dal cielo unico europeo, e concentrarsi su misure settoriali come l’utilizzo di carburanti sostenibili per l’aviazione.

Accogliendo con favore il rapporto quale strumento chiave per sostenere l’elaborazione di politiche basate su dati concreti, la Commissaria per i Trasporti, Adina Vălean, ha dichiarato: “L’Europa ha intrapreso azioni degne di nota dall’ultima edizione di questo rapporto. Prova ne siano, ad esempio, una riduzione delle emissioni di CO2 per passeggero-km e la riduzione del rumore prodotto dagli aeromobili. Tuttavia dal rapporto emerge anche che si può e si deve andare oltre: i carburanti sostenibili per l’aviazione si prestano particolarmente a ciò, in linea con l’approccio strategico dell’UE.

Il rapporto sintetizza le conoscenze scientifiche attuali degli scenari storici e futuri relativi al traffico aereo, nonché al rumore e alle emissioni ad esso associati, ed esplora cinque settori chiave di mitigazione dell’impatto (tecnologia e progettazione, carburanti sostenibili per l’aviazione, operazioni di gestione del traffico aereo, aeroporti e misure di mercato).

Il rapporto è stato elaborato dall’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea, con il sostegno dell’Agenzia europea dell’ambiente e di Eurocontrol.»

«Aiuti di Stato: la Commissione approva sovvenzioni pubbliche fino a un importo di 5,2 miliardi di € da parte di 13 Stati membri a sostegno del secondo importante progetto di comune interesse europeo (“IPCEI”) nella catena del valore dell’idrogeno.» – 21Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 21 Settembre 2022

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«Aiuti di Stato: la Commissione approva sovvenzioni pubbliche fino a un importo di 5,2 miliardi di € da parte di 13 Stati membri a sostegno del secondo importante progetto di comune interesse europeo (“IPCEI”) nella catena del valore dell’idrogeno.»

«La Commissione ha approvato, conformemente alle disposizioni delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, un secondo importante progetto di comune interesse europeo (“IPCEI”) per sostenere la ricerca e l’innovazione, la prima applicazione industriale e la costruzione delle relative infrastrutture nella catena del valore dell’idrogeno.

Il progetto, denominato “IPCEI Hy2Use”, è stato elaborato e notificato congiuntamente da tredici Stati membri: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Spagna e Svezia.

Gli Stati membri erogheranno fino a 5,2 miliardi di € di finanziamenti pubblici, che dovrebbero sbloccare ulteriori 7 miliardi di € di investimenti privati. Nell’ambito di questo IPCEI, 29 imprese operanti in uno o più Stati membri, comprese le piccole e medie imprese (“PMI”) e le start-up, parteciperanno a 35 progetti.

Il progetto IPCEI Hy2Use coprirà una parte cospicua della catena del valore dell’idrogeno sovvenzionando: i) la costruzione di infrastrutture connesse all’idrogeno, in particolare elettrolizzatori e infrastrutture di trasporto su larga scala, per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio; e ii) lo sviluppo di tecnologie innovative e più sostenibili per l’integrazione dell’idrogeno nei processi industriali di molteplici settori, in particolare quelli che sono più difficili da decarbonizzare, come il settore dell’acciaio, del cemento e del vetro. Si prevede che l’IPCEI promuoverà la fornitura di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio, riducendo in tal modo la dipendenza dall’approvvigionamento di gas naturale.

Si prevede che nel prossimo futuro saranno attuati diversi progetti, che porteranno a essere operativi diversi elettrolizzatori su larga scala entro il 2024‑2026 e a diffondere molte delle tecnologie innovative entro il 2026‑2027. Il completamento dell’intero progetto è previsto per il 2036, con tempistiche variabili in funzione del progetto e delle imprese coinvolte.

La Norvegia, in quanto parte dello Spazio economico europeo, partecipa anch’essa all’IPCEI “Hy2Use” con due progetti individuali. L’Autorità di vigilanza EFTA è incaricata di valutare gli aiuti di Stato notificati dalla Norvegia.

Il progetto IPCEI Hy2Use segue e integra il primo progetto IPCEI sulla catena del valore dell’idrogeno, l’IPCEI “Hy2Tech”, approvato dalla Commissione il 15 luglio 2022.
Se entrambi i progetti IPCEI riguardano la catena del valore dell’idrogeno, Hy2Use è incentrato su progetti che non sono coperti da Hy2Tech, in particolare infrastrutture connesse all’idrogeno e applicazioni dell’idrogeno nel settore industriale (mentre Hy2Tech è incentrato sugli utenti finali nel settore della mobilità).

Valutazione della Commissione

La Commissione ha valutato il progetto proposto ai sensi delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, e più specificamente della comunicazione su importanti progetti di comune interesse europeo.

Nei casi in cui le iniziative private a sostegno dell’innovazione pionieristica e della costruzione di infrastrutture su larga scala di grande importanza per l’UE non si concretizzano a causa dei notevoli rischi che tali progetti comportano, i progetti IPCEI consentono agli Stati membri di colmare congiuntamente le lacune e di superare tali fallimenti del mercato. Al tempo stesso, garantiscono che l’economia dell’UE in generale tragga vantaggio dagli investimenti e limitano le potenziali distorsioni della concorrenza.

La Commissione ha constatato che il progetto IPCEI Hy2Use soddisfa le condizioni stabilite nella comunicazione. In particolare, la Commissione ha concluso quanto segue :

  • Il progetto contribuisce a un obiettivo comune sostenendo una catena del valore strategica fondamentale per il futuro dell’Europa, nonché gli obiettivi delle principali iniziative politiche dell’UE come il Green Deal europeo, la strategia dell’UE per l’idrogeno e il piano REPowerEU.
  • Tutti i 35 progetti che fanno parte degli IPCEI sono molto ambiziosi, in quanto mirano a sviluppare tecnologie e infrastrutture che vanno al di là di quanto attualmente offerto dal mercato e consentiranno notevoli miglioramenti in termini di prestazioni, sicurezza, impatto ambientale e efficienza in termini di costi.
  • I progetti IPCEI comportano anche notevoli rischi tecnologici e finanziari. Pertanto, il sostegno pubblico è necessario per incentivare le imprese a realizzare gli investimenti.
  • L’aiuto alle singole imprese è limitato a quanto necessario, è proporzionato e non falsa indebitamente la concorrenza. Nello specifico, la Commissione ha accertato che il totale degli importi massimi previsti degli aiuti è in linea con i costi ammissibili dei progetti e con i loro deficit di finanziamento. Inoltre, se i grandi progetti coperti dagli IPCEI si riveleranno molto efficaci e genereranno entrate nette supplementari, le imprese restituiranno parte dell’aiuto ricevuto al rispettivo Stato membro (meccanismo di recupero).
  • Le imprese partecipanti che beneficiano del sostegno pubblico condivideranno i risultati del progetto su larga scala con la comunità scientifica e l’industria europee e non solo con le imprese e i paesi che partecipano agli IPCEI. Di conseguenza, vi saranno ricadute positive in tutta l’Europa.

Sulla base di questi elementi, la Commissione ha concluso che il progetto è conforme alle disposizioni delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato.


Finanziamenti, beneficiari e importi

L’IPCEI prevedrà 35 progetti di 29 imprese, tra cui PMI e start-up, operanti in uno o più Stati membri. I partecipanti diretti collaboreranno strettamente tra loro attraverso le numerose collaborazioni pianificate, nonché con oltre 160 partner esterni, come università, organizzazioni di ricerca e PMI di tutta l’Europa.

L’immagine che segue illustra la struttura complessiva di Hy2Use, compresi i progetti individuali.

Ulteriori informazioni sull’importo dell’aiuto per i singoli partecipanti saranno disponibili nella versione pubblica della decisione della Commissione, una volta raggiunto un accordo con Stati membri e terzi circa l’omissione di eventuali segreti commerciali.

Dichiarazioni dei membri del collegio dei commissari:

La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: “L’idrogeno può essere un fattore di svolta per l’Europa. È fondamentale per diversificare le nostre fonti energetiche e contribuire a ridurre la nostra dipendenza dal gas russo. Dobbiamo fare di questo mercato attualmente di nicchia un mercato su vasta scala. Per questo motivo stiamo creando una banca per l’idrogeno e incrementeremo la nostra partecipazione finanziaria a importanti progetti di comune interesse europeo. In tal modo contribuiremo a far sì che si concretizzino innovazioni pionieristiche, che avranno ricadute positive per tutta l’economia dell’UE, e ad alimentare l’economia del futuro”.

Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: “Lo sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio e, in particolare, per l’idrogeno verde, e la costruzione delle infrastrutture necessarie per la sua utilizzazione, ci avvicineranno al nostro obiettivo di fare dell’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. La catena del valore dell’idrogeno in Europa è ancora agli albori ed è rischioso per le imprese e gli Stati membri investire da soli in questo mercato innovativo. Questo è il motivo per cui gli aiuti di Stato hanno un ruolo decisivo per sbloccare, attrarre e mobilitare sostanziali investimenti privati, che altrimenti non si concretizzerebbero”.
Il testo integrale della dichiarazione è disponibile qui.

Thierry Breton, Commissario responsabile per il Mercato interno, ha dichiarato: “L’idrogeno è vitale per la transizione verde delle industrie energivore europee, in quanto permette di produrre acciaio, cemento e sostanze chimiche a zero emissioni di carbonio e può sostituire in larga misura i combustibili fossili. L’industria europea è un leader tecnologico nel settore dell’idrogeno a livello mondiale. È giunto il momento di introdurre le nostre tecnologie nelle fabbriche europee. I nostri progetti IPCEI relativi all’idrogeno sovvenzionano proprio questo: una prima generazione di progetti industriali relativi all’idrogeno su vasta scala in Europa“.

Contesto

L’approvazione di questo progetto IPCEI rientra nell’ambito di un più ampio impegno della Commissione a sostenere lo sviluppo di un’industria europea dell’idrogeno innovativa e sostenibile.

Nel 2018 la Commissione ha istituito il Forum strategico per gli IPCEI, un organismo congiunto di rappresentanti degli Stati membri e dell’industria. Nel novembre 2019 il forum strategico ha pubblicato una relazione e ha individuato, tra l’altro, le tecnologie e i sistemi basati sull’idrogeno come una delle catene del valore strategiche fondamentali per l’Europa. Nel luglio 2020 la Commissione ha pubblicato la strategia dell’UE per l’idrogeno, che fissa obiettivi ambiziosi per la produzione e l’uso di idrogeno pulito, e ha avviato l’Alleanza europea per l’idrogeno pulito, che riunisce la comunità europea dell’idrogeno (industria, società civile, autorità pubbliche).

Insieme alle priorità politiche stabilite nel Green Deal europeo, in particolare in termini di sostenibilità ambientale e di transizione verde dell’industria e dei trasporti verso la neutralità climatica, tali iniziative hanno svolto un ruolo importante per gli obiettivi dell’IPCEI Hy2Use e hanno agevolato la creazione di partenariati industriali.

Quello odierno è il secondo progetto IPCEI approvato sulla base della comunicazione IPCEI del 2021, che stabilisce i criteri in base ai quali diversi Stati membri possono sostenere progetti transnazionali di importanza strategica per l’UE ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.
La comunicazione mira a incoraggiare gli Stati membri a sovvenzionare progetti altamente innovativi che apportino un chiaro contributo alla crescita economica, all’occupazione e alla competitività.

La comunicazione IPCEI, che integra altre normative sugli aiuti di Stato, come gli orientamenti in materia di aiuti di Stato per il clima, l’energia e l’ambiente, il regolamento generale di esenzione per categoria e la disciplina sugli aiuti a favore di ricerca, sviluppo e innovazione, consente di sostenere progetti innovativi, limitando al contempo eventuali distorsioni di concorrenza.

In particolare, la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore del clima, dell’ambiente e dell’energia permette la concessione di aiuti pubblici a investimenti volti a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, compresi i progetti relativi alla produzione o all’uso di idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio. Alcuni di questi progetti integreranno gli IPCEI sull’idrogeno e sono attualmente in fase di valutazione da parte della Commissione in via prioritaria. 

La comunicazione IPCEI sostiene gli investimenti a favore della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione, nonché gli investimenti per la prima applicazione industriale, a condizione che i progetti che ricevono il finanziamento siano altamente innovativi e non riguardino la produzione di massa o attività commerciali. Richiede inoltre un’ampia diffusione e un impegno a propagare le nuove conoscenze in tutta l’UE, oltre a una valutazione dettagliata sotto il profilo della concorrenza al fine di ridurre al minimo eventuali distorsioni indebite nel mercato interno.

La versione non riservata della decisione sarà consultabile con i numeri SA.64631 (Austria), SA.64641 (Belgio), SA.64636 (Danimarca), SA.64628 (Finlandia), SA.64670 (Francia), SA.64654 (Grecia), SA.64645 (Italia), SA.64650 (Paesi Bassi), SA.64627 (Polonia), SA.64754 (Portogallo),SA.64634 (Slovacchia), SA.64623 (Spagna), e SA.64652 (Svezia) nel Registro degli aiuti di Stato sul sito internet della concorrenza della Commissione, una volta risolti eventuali problemi di riservatezza. Le nuove decisioni in materia di aiuti di Stato pubblicate su internet e nella Gazzetta ufficiale figurano nel bollettino elettronico di informazione settimanale in materia di aiuti di Stato (State Aid Weekly e-News)

«Prezzi dell’energia: la Commissione propone un intervento di emergenza sul mercato per ridurre le bollette degli europei» – 14Settembre2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 14 Settembre 2022

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«Prezzi dell’energia: la Commissione propone un intervento di emergenza sul mercato per ridurre le bollette degli europei»

«La Commissione propone un intervento di emergenza sui mercati europei dell’energia contro i recenti drammatici aumenti dei prezzi. L’UE affronta gli effetti di un grave squilibrio tra la domanda e l’offerta di energia, dovuto in gran parte alla continua strumentalizzazione delle risorse energetiche per fini bellici da parte della Russia. Per alleviare la crescente pressione sulle famiglie e sulle imprese europee, la Commissione compie un ulteriore passo per risolvere questa situazione proponendo misure eccezionali di riduzione della domanda di energia elettrica, che contribuiranno a ridurre il costo dell’energia elettrica per i consumatori, e misure per ridistribuire ai clienti finali i ricavi eccedenti del settore energetico. La proposta fa seguito a misure precedentemente concordate per il riempimento dei depositi di gas e per la riduzione della domanda di gas in preparazione al prossimo inverno. La Commissione continua inoltre ad adoperarsi per migliorare la liquidità per gli operatori del mercato, ridurre il prezzo del gas e riformare l’assetto del mercato dell’energia elettrica a più lungo termine. 
La prima risposta ai prezzi elevati è la riduzione della domanda, che può avere un impatto sui prezzi dell’energia elettrica e in generale calmare il mercato. Per intervenire sulle fasce orarie più costose di consumo, quando l’energia elettrica prodotta con il gas ha un impatto significativo sul prezzo, la Commissione propone l’obbligo di ridurre il consumo di energia elettrica di almeno il 5% in fasce orarie di picco dei prezzi selezionate. Gli Stati membri dovranno individuare fasce orarie di picco dei prezzi, pari al 10% delle ore totali, con il prezzo previsto più elevato e ridurre la domanda in quei periodi. La Commissione propone inoltre che gli Stati membri si adoperino per ridurre la domanda complessiva di energia elettrica di almeno il 10% fino al 31 marzo 2023. Gli Stati membri potranno scegliere le misure idonee per centrare quest’obiettivo, comprese compensazioni finanziarie. La riduzione della domanda nei periodi di picco consentirebbe una riduzione del consumo di gas durante l’inverno pari a 1,2 miliardi di metri cubi. L’aumento dell’efficienza energetica è anche un elemento essenziale per rispettare i nostri impegni per il clima nell’ambito del Green Deal europeo.

La Commissione propone inoltre di applicare un massimale temporaneo sui ricavi dei produttori di energia elettrica “inframarginali”, che generano energia elettrica con tecnologie meno costose, come le rinnovabili, il nucleare e la lignite, e alimentano la rete a un costo inferiore rispetto al livello di prezzo fissato dai produttori “marginali”, che hanno costi più elevati. I produttori inframarginali hanno avuto ricavi eccezionali, con costi operativi relativamente stabili, nel momento in cui le costose centrali a gas hanno fatto salire il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica. La Commissione propone di fissare il massimale sui ricavi inframarginali a 180 EUR/MWh, in modo da consentire ai produttori di coprire i costi di investimento e di funzionamento senza compromettere gli investimenti in nuove capacità, in linea con i nostri obiettivi in materia di energia e clima per il 2030 e il 2050. I ricavi che eccedono il massimale saranno prelevati dai governi degli Stati membri e utilizzati per ridurre le bollette dei consumatori di energia. Gli Stati membri che commerciano energia elettrica sono incoraggiati, in uno spirito di solidarietà, a concludere accordi bilaterali per condividere parte degli utili inframarginali prelevati nello Stato produttore a beneficio degli utenti finali dello Stato membro importatore. Tali accordi dovranno essere conclusi entro il 1º dicembre 2022 se le importazioni nette di energia elettrica di uno Stato membro da un paese limitrofo sono pari ad almeno il 100% del consumo.

La Commissione propone anche un contributo temporaneo di solidarietà sugli utili in eccesso generati dalle attività nei settori del petrolio, del gas, del carbone e della raffinazione che non saranno soggetti al massimale sui ricavi inframarginali. Questo contributo limitato nel tempo manterrebbe gli incentivi agli investimenti nella transizione verde. Sarebbe prelevato dagli Stati membri sulla parte degli utili del 2022 che eccede un incremento del 20% sugli utili medi dei tre anni precedenti. I ricavi sarebbero prelevati dagli Stati membri e trasferiti ai consumatori di energia, in particolare le famiglie vulnerabili, le imprese più colpite e le industrie ad alta intensità energetica. Gli Stati membri possono anche finanziare progetti transfrontalieri in linea con gli obiettivi di REPowerEU o utilizzare parte dei ricavi per il finanziamento comune di misure a tutela dell’occupazione o di promozione degli investimenti nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica.

Come ulteriore intervento sulle regole del mercato dell’energia elettrica la Commissione propone inoltre di ampliare il pacchetto di misure sui prezzi dell’energia disponibili per aiutare i consumatori. Le proposte consentirebbero per la prima volta la regolamentazione dei prezzi dell’energia elettrica sotto il prezzo di costo ed estenderebbero i prezzi regolamentati anche alle piccole e medie imprese. 

Come annunciato mercoledì 7 settembre dalla presidente von der Leyen, la Commissione continuerà inoltre ad adoperarsi per ridurre i prezzi per i consumatori e per l’industria in Europa e allentare la pressione sul mercato. La Commissione approfondirà la discussione con gli Stati membri sui modi migliori per ridurre i prezzi del gas, analizzando anche diverse idee sui massimali tariffari e sul rafforzamento del ruolo della piattaforma dell’UE per l’energia nell’agevolare accordi di prezzi più bassi con i fornitori attraverso acquisti in comune volontari. La Commissione continuerà inoltre a lavorare sugli strumenti per migliorare la liquidità nel mercato per i fornitori di energia e riesaminerà il quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato affinché continui a consentire agli Stati membri di fornire un sostegno necessario e proporzionato all’economia, garantendo nel contempo parità di condizioni. In occasione del Consiglio straordinario “Energia” del 9 settembre i ministri dell’energia degli Stati membri hanno approvato l’operato finora svolto dalla Commissione in questi settori.

Contesto

La Commissione affronta da un anno la questione dell’aumento dei prezzi dell’energia e gli Stati membri hanno adottato a livello nazionale diverse misure che la Commissione aveva messo a disposizione attraverso il pacchetto di misure sui prezzi dell’energia adottato nell’ottobre 2021 e ampliato nella primavera del 2022 con la comunicazione su interventi a breve termine nei mercati dell’energia e miglioramenti a lungo termine dell’assetto del mercato dell’energia elettrica e con il piano REPowerEU. La situazione del mercato dell’energia si è notevolmente deteriorata dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e l’uso da parte di quest’ultima delle risorse energetiche per ricattare l’Europa, con il risultato di esacerbare una situazione di approvvigionamento già difficile dopo la pandemia di COVID-19. La Commissione ha già presentato proposte di nuovi obblighi minimi di stoccaggio e nuovi obiettivi di riduzione della domanda di gas per facilitare l’equilibrio tra domanda e offerta in Europa, adottate rapidamente dagli Stati membri prima dell’estate.

La Russia ha continuato a manipolare le forniture di gas, interrompendo le consegne in Europa per motivi ingiustificati e portando tensione e nervosismo sui mercati. Nei mesi estivi i prezzi sono ulteriormente aumentati, anche a causa delle condizioni meteorologiche estreme causate dai cambiamenti climatici. In particolare, la siccità e il caldo eccessivo hanno avuto un impatto sulla produzione di energia elettrica da fonte idroelettrica e nucleare, riducendo ulteriormente l’approvvigionamento. Per questo motivo la Commissione ora propone un regolamento del Consiglio, basato sull’articolo 122 del trattato, che dispone un intervento di emergenza nel mercato dell’energia elettrica, con strumenti europei comuni per far fronte ai prezzi elevati e correggere gli squilibri del sistema tra fornitori e utenti finali dell’energia elettrica, preservando nel contempo il funzionamento globale del mercato interno dell’energia e prevenendo i rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento.  

Dichiarazioni dei membri del collegio dei commissari:

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Con l’aggressione e con la manipolazione la Russia colpisce i mercati mondiali ed europei dell’energia e dobbiamo essere risoluti nella nostra risposta. Gli Stati membri possono adottare e attuare rapidamente le ulteriori proposte presentate oggi dalla Commissione per alleviare la pressione sulle famiglie e sulle imprese. Rimaniamo uniti di fronte all’arma del gas di Putin mentre interveniamo concretamente per ridurre al minimo l’impatto del prezzo del gas sui costi dell’energia elettrica in questi tempi eccezionali.”

Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo, ha dichiarato: “Queste misure senza precedenti sono una risposta necessaria alle difficoltà di approvvigionamento energetico e all’impennata dei prezzi dell’energia che colpiscono l’Europa. Perché queste misure sortiscano complessivamente gli effetti sperati è fondamentale la riduzione della domanda: riduce l’importo delle bollette, impedisce a Putin di continuare a usare le risorse energetiche come arma, riduce le emissioni e contribuisce a riequilibrare il mercato dell’energia. Un massimale sui ricavi eccessivi consentirà alle imprese del settore energetico che hanno beneficiato di utili anormalmente elevati di dimostrare solidarietà verso i loro clienti in difficoltà. Ma prima di tutto questa crisi annuncia la fine dell’era dei combustibili fossili a basso costo e la necessità di accelerare il passaggio all’energia rinnovabile prodotta in Europa.”

Kadri Simson, Commissaria per l’Energia, ha dichiarato: “Oggi adottiamo un intervento di emergenza sull’assetto del nostro mercato dell’energia elettrica, limitando i ricavi per i produttori di energia elettrica a basso costo e autorizzando misure eccezionali sulla regolamentazione dei prezzi per le imprese e per le famiglie. Così consentiremo agli Stati membri di aumentare e riorientare i ricavi verso coloro che ne hanno bisogno in questo momento difficile, senza compromettere il funzionamento a lungo termine del mercato”.

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “La nostra proposta di contributo di solidarietà delle industrie dei combustibili fossili consentirà di affrontare l’attuale crisi energetica in uno spirito di equità. In questi tempi eccezionalmente difficili per tanti, le imprese produttrici di combustibili fossili hanno beneficiato di profitti anormalmente elevati. È quindi essenziale che facciano la loro giusta parte per sostenere le famiglie vulnerabili e i settori più colpiti e a favore degli ingenti investimenti necessari nelle energie rinnovabili e nell’efficienza energetica. Questo perché di fronte alla strumentalizzazione dell’energia fatta da Putin abbiamo bisogno di uno sforzo collettivo di solidarietà per costruire un’Europa più sicura e sostenibile.”»

Per ulteriori informazioni

Proposta di regolamento del Consiglio relativa a un intervento di emergenza per far fronte al rincaro dei prezzi dell’energia

Domande e risposte

Scheda informativa

Discorso della Presidente von der Leyen sullo stato dell’Unione 2022 

Interventi introduttivi del Vicepresidente esecutivo Timmermans e della Commissaria Simson

#Firenze :: «Cultura, per il Festival dell’Economia Civile visite gratuite a Istituto degli Innocenti e Oblate» [Rif.: Confcooperative Toscana] || Iniziative 16-17 Settembre 2022 – #Palazzo_Vecchio #Fi

gongsite

Immagine [Estr.] - Cfr.: #Firenze :: «Cultura, per il Festival dell'Economia Civile visite gratuite a Istituto degli Innocenti e Oblate» [Rif.: Confcooperative Toscana] || Iniziative 16-17 Settembre 2022 - #Palazzo_Vecchio #Fi

Rif.: Confcooperative Toscana – Ufficio Stampa | Galli Torrini
Comunicato – 30 Agosto 2022

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«Cultura, per il Festival dell’Economia Civile visite gratuite a Istituto degli Innocenti e Oblate»

Via alle prenotazioni per le iniziative promosse dalle cooperative fiorentine Eda Servizi e Opera d’Arte il 16 e 17 settembre 2022.

«Firenze, settembre 2022 – Due luoghi simbolo di Firenze visti però da una prospettiva inedita: la funzione sociale che hanno avuto nei secoli.
È la proposta culturale promossa dalle cooperative fiorentine Eda Servizi e Opera d’Arte, aderenti a Confcooperative Toscana, in occasione del Festival Nazionale dell’Economia Civile (in programma dal 16 al 18 settembre in Palazzo Vecchio a Firenze): visite guidate gratuite, su prenotazione, alla scoperta dell’Istituto degli Innocenti e della Biblioteca delle Oblate, luoghi che sintetizzano perfettamente la definizione di “economia civile”, come “sistema economico concepito come un insieme di istituzioni destinate ad assicurare il ben vivere sociale” (Treccani).

Questi i percorsi…

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#pazienti_ucraini #ospedali_Europa | #trasferimenti di #pazienti e #evacuazioni_mediche (#MEDEVAC) | Situazione in progress == Qui da rilevamento ai primi di Agosto2022 > Leggi: > «Ucraina: 1000 pazienti ucraini trasferiti negli ospedali europei» – 5Agosto2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi] :: «Ukraine: 1,000 Ukrainian patients transferred to European hospitals» – 5August2022 [Rif.: E.C. Brussels] | + Vd. in calce: #Allo_storico Marzo2022.

__ #pazienti_ucraini #ospedali_Europa
__ #trasferimenti di #pazienti e #evacuazioni_mediche (#MEDEVAC)
Situazione in progress == Intanto, qui di seguito, seguente rilevamento:
> «Ucraina: 1000 pazienti ucraini trasferiti negli ospedali europei» - 5Agosto2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi] :: «Ukraine: 1,000 Ukrainian patients transferred to European hospitals» - 5August2022 [Rif.: E.C. Brussels]
- In: http://www.comunicarecome.it/_EuEc2022Agosto5==Ucraina--1000-pazienti-ucraini-trasferiti-negli-ospedali-europei==Ukraine--1000-Ukrainian-patients-transferred-to-European-hospitals.htm <===

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+ Allo storico (#Marzo2022):
#pazienti_pediatrici ==> #Ucraina #evacuazione_medica #UE #Polonia #Italia
> «Ucraina: la prima operazione di evacuazione medica dell'UE trasferisce bambini ucraini dalla Polonia all'Italia» // > 13Marzo2022, coordinamento UE della prima operazione MEDEVAC // #pazienti_pediatrici
- In: https://gongsite.live/2022/03/15/ucraina-la-prima-operazione-di-evacuazione-medica-dellue-trasferisce-bambini-ucraini-dalla-polonia-allitalia-comunicato-notizia-rif-ec-europa-eu-rappr-it-mi-13marzo202/ <===

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#Firenze :: «Cultura, per il Festival dell’Economia Civile visite gratuite a Istituto degli Innocenti e Oblate» [Rif.: Confcooperative Toscana] || Iniziative 16-17 Settembre 2022 – #Palazzo_Vecchio #Fi

Immagine [Estr.] - Cfr.: #Firenze :: «Cultura, per il Festival dell'Economia Civile visite gratuite a Istituto degli Innocenti e Oblate» [Rif.: Confcooperative Toscana] || Iniziative 16-17 Settembre 2022 - #Palazzo_Vecchio #Fi

Rif.: Confcooperative Toscana – Ufficio Stampa | Galli Torrini
Comunicato – 30 Agosto 2022

:

«Cultura, per il Festival dell’Economia Civile visite gratuite a Istituto degli Innocenti e Oblate»

Via alle prenotazioni per le iniziative promosse dalle cooperative fiorentine Eda Servizi e Opera d’Arte il 16 e 17 settembre 2022.

«Firenze, settembre 2022 – Due luoghi simbolo di Firenze visti però da una prospettiva inedita: la funzione sociale che hanno avuto nei secoli.
È la proposta culturale promossa dalle cooperative fiorentine Eda Servizi e Opera d’Arte, aderenti a Confcooperative Toscana, in occasione del Festival Nazionale dell’Economia Civile (in programma dal 16 al 18 settembre in Palazzo Vecchio a Firenze): visite guidate gratuite, su prenotazione, alla scoperta dell’Istituto degli Innocenti e della Biblioteca delle Oblate, luoghi che sintetizzano perfettamente la definizione di “economia civile”, come “sistema economico concepito come un insieme di istituzioni destinate ad assicurare il ben vivere sociale” (Treccani).

Questi i percorsi in programma:

Biblioteca delle Oblate (venerdì 16 settembre e sabato 17 settembre 2022, ore 18.30, ritrovo a Palazzo Vecchio)
Luogo centrale per la vita culturale di Firenze di oggi e di ieri, l’edificio viene costruito nel 1288 dal padre della “Beatrice dantesca”: Folco Portinari. Il noto banchiere fiorentino volle edificare un luogo sicuro, che fosse gestito dalla comunità laica delle “oblate”: infermiere dedite all’assistenza e alla cura dei malati di tutte le provenienze sociali.
Nel 1936 l’edificio venne acquistato dal Comune e trasformato in biblioteca di pubblica lettura: un’altra forma di sostegno e cura dei cittadini fiorentini. Col trascorrere dei secoli, la Biblioteca delle Oblate si è arricchita di opere d’arte, mantenendo vivo il dialogo tra passato, presente e futuro verso una continua rinascita culturale, inclusiva e aperta al dialogo col territorio.

Istituto degli Innocenti (venerdì 16 settembre e sabato 17 settembre 2022, ore 18.30, ritrovo a Palazzo Vecchio)
Accogliere, accudire ed educare: questi gli scopi dell’originario Ospedale degli Innocenti, fondato grazie a un lascito testamentario di Francesco Datini, fiorentino e orfano di nascita. L’Arte della Seta – corporazione di arti e mestieri fiorentina – utilizzò questo lascito affidando a Filippo Brunelleschi la progettazione e costruzione dell’Ospedale degli Innocenti, realizzando così la prima opera di economia civile privata al Mondo. Dal 5 febbraio 1445, quando fu accolta la prima piccola ospite, Agata Smeralda, l’Istituto degli Innocenti non ha più smesso di prendersi cura dei più fragili. 

“Lo scorso anno partecipammo al Festival Nazionale dell’Economia Civile con gli aperitivi solidali con i prodotti sostenibili delle nostre cooperative, quest’anno invece vogliamo richiamare l’attenzione sulla cultura sostenibile raccontando aspetti meno conosciuti di luoghi famosi” afferma la presidente di Confcooperative Toscana Claudia Fiaschi. “Le cooperative culturali stanno contribuendo in maniera fondamentale alla ripresa del turismo attraverso la diffusione di un turismo più attento alle persone e all’ambiente”.

Le visite guidate, che hanno un massimo di 50 partecipati, possono essere prenotate entro il 13 settembre 2022 al seguente link: https://www.festivalnazionaleeconomiacivile.it/alla-scoperta-della-firenze-delleconomia-civile/

«Dispositivi medici: azioni per facilitare la transizione a norme dell’UE più rigorose ed evitare carenze» – 29Agosto2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 29 Agosto 2022

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«Dispositivi medici: azioni per facilitare la transizione a norme dell’UE più rigorose ed evitare carenze»

«A seguito della riunione dei ministri della salute del 14 giugno 2022, il gruppo di coordinamento per i dispositivi medici, presieduto dalla Commissione, ha approvato un elenco di azioni a sostegno della capacità degli organismi notificati e della preparazione dei fabbricanti al fine di agevolare la transizione al regolamento sui dispositivi medici e al regolamento sui dispositivi medico-diagnostici in vitro.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Le nostre norme sui dispositivi medici garantiscono che i pazienti dell’UE abbiano accesso a dispositivi medici sicuri in grado di salvare vite umane. Le misure annunciate oggi mirano ad affrontare le sfide immediate connesse alla disponibilità di dispositivi medici per i pazienti dell’UE. Lavorando insieme, ci impegniamo a trovare soluzioni sostenibili per garantirne la disponibilità costante ed evitare innanzitutto le carenze.”

Tra le azioni elencate, il gruppo di coordinamento per i dispositivi medici consiglia agli organismi notificati di ricorrere ad audit ibridi, di organizzare dialoghi strutturati con i fabbricanti per migliorare l’efficacia del processo di valutazione della conformità e di fornire sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e ai nuovi richiedenti. I fabbricanti sono invitati ad adoperarsi con ogni mezzo per conformarsi tempestivamente ai nuovi obblighi normativi.

Il gruppo di coordinamento per i dispositivi medici continuerà a monitorare la disponibilità di questi ultimi. La Commissione riferirà al Consiglio nel dicembre 2022. L’elenco delle azioni è disponibile qui. Maggiori informazioni sui regolamenti relativi ai dispositivi medici sono disponibili qui

«L’Unione europea aderisce alla Convenzione dell’Aia sulle sentenze» – 30Agosto2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 30 Agosto 2022

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«L’Unione europea aderisce alla Convenzione dell’Aia sulle sentenze»

«L’Unione europea ha aderito alla Convenzione dell’Aia sulle sentenze, uno strumento importante per agevolare gli scambi e gli investimenti multilaterali basati su regole. La Convenzione stabilisce le condizioni per il riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze in materia civile e commerciale, compresi i contratti dei consumatori e i contratti di lavoro, e i possibili motivi di rifiuto. L’adesione dell’UE garantirà certezza e prevedibilità del diritto alle imprese europee che operano in diversi paesi, anche al di fuori dell’UE. Anche l’Ucraina ha aderito alla Convenzione oggi.

Didier Reynders, Commissario per la Giustizia, ha dichiarato: “L’adesione odierna è il culmine di anni di intensi sforzi. Essendo la prima ad aderire alla Convenzione insieme all’Ucraina, l’Unione europea apre la strada alla pronta adesione di altri paesi. Tanto maggiore sarà il tasso di adesione degli Stati alla Convenzione dell’Aia sulle sentenze, quanto più questo strumento sarà vantaggioso per un maggior numero di cittadini e imprese e per più ampi scambi e investimenti internazionali.”

Ad oggi sei Stati hanno firmato la Convenzione dell’Aia sulle sentenze, elaborata nel 2019. La Convenzione è nata perché diverse leggi e prassi in tutto il mondo rendevano il riconoscimento e l’esecuzione delle sentenze straniere difficili, se non impossibili. Questa incertezza giuridica e i relativi costi per le imprese hanno spesso ostacolato il flusso degli scambi e degli investimenti internazionali, negando in ultima analisi la giustizia.»

Maggiori informazioni sulla cooperazione internazionale in materia di giustizia civile sono disponibili qui (> https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/civil-justice/international-cooperation-civil-justice_en).

«Ucraina: l’UE dona 5 milioni di compresse di ioduro di potassio per proteggere gli ucraini dalla potenziale esposizione alle radiazioni» – 30Agosto2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 30 Agosto 2022

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«Ucraina: l’UE dona 5 milioni di compresse di ioduro di potassio per proteggere gli ucraini dalla potenziale esposizione alle radiazioni»

«Il 26 agosto l’UE ha ricevuto una richiesta di compresse di ioduro di potassio dal governo ucraino come misura di sicurezza preventiva allo scopo di aumentare il livello di protezione intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Le compresse di ioduro di potassio sarebbero utilizzate in scenari limitati per evitare che lo iodio radioattivo inalato o ingerito venga assorbito dalla tiroide.

In risposta, il Centro europeo di coordinamento della risposta alle emergenze, mediante il meccanismo di protezione civile dell’UE, ha rapidamente mobilitato per l’Ucraina 5,5 milioni di compresse di ioduro di potassio, di cui 5 milioni provenienti dalle riserve di emergenza rescEU e 500 000 dall’Austria. La maggior parte dell’assistenza, del valore finanziario totale di oltre 500 000 €, sarà fornita all’Ucraina dalla riserva rescEU ospitata dalla Germania.

Il Commissario per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, ha dichiarato: “Nessuna centrale nucleare dovrebbe mai essere utilizzata come teatro di guerra. È inaccettabile che la vita dei civili sia messa in pericolo. Tutte le azioni militari intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia devono cessare immediatamente. L’UE sta consegnando preventivamente all’Ucraina 5 milioni di compresse di ioduro di potassio provenienti dalle riserve strategiche di rescEU allo scopo di offrire protezione alle persone in caso di esposizione a livelli elevati di radiazioni. Desidero ringraziare l’Austria per aver donato altre 500 000 compresse all’Ucraina. Rimarremo vigili e pronti all’azione, perché la preparazione salva vite umane.“»

Save Cruelty Free Cosmetics – IMPEGNARSI PER UN’EUROPA SENZA SPERIMENTAZIONE ANIMALE :: Entro il 31 Agosto 2022 la raccolta firme = Petizione = Iniziativa dei cittadini europei (Ice) = Leggi: «TEST SUGLI ANIMALI IN UE, LE LACRIME E LO SCONCERTO DI “VIP” E APPELLO A FIRMARE L’INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI» [Rif.: Oipa] + Indicazione Video

Rif.: OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali
Comunicato stampa – 27 Luglio 2022

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«TEST SUGLI ANIMALI IN UE, LE LACRIME E LO SCONCERTO DI “VIP” E APPELLO A FIRMARE L’INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI»

«“Firma ora l’Iniziativa dei cittadini europei per un’Europa senza esperimenti sugli animali”, esortano gli otto gli artisti italiani nel video-appello. Occorrono ancora 120 mila firme entro il 31 agosto»

‘In un video della Peta, il cantautore Red Canzian, gli attori Loredana CannataClaudio ColicaElisa Di EusanioMassimo Wertmüller Claudia Zanella, la blogger Chiara Canzian e la conduttrice Daniela Martani reagiscono con lacrime e sconcerto alla vista delle riprese realizzate nei laboratori europei che svolgono test sugli animali.

Il video, disponibile qui, esorta gli italiani a firmare l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice) che chiede la transizione verso una scienza animal-free e il rafforzamento del divieto dell’UE di effettuare sugli animali i test dei cosmetici. Se la petizione raccoglierà un milione di firme verificate di cittadini dell’UE entro il 31 agosto, la Commissione europea sarà obbligata a portare avanti l’iniziativa. A oggi sono state raccolte in tutta l’UE circa 878 mila firme. In Italia abbiamo bisogno di almeno altre 10 mila firme per raggiungere la soglia minima per la validazione delle firme120 mila a livello europeo.

L’Ice, promossa e sostenuta in Italia dall’Oipa insieme a Peta, LavEnpaAnimalisti italianiAliPartito Animalista e Leal, chiede l’istituzione di un piano per porre fine a tutti gli esperimenti sugli animali in Europa.

“Dovrebbero trasmetterle in prima serata queste immagini e farle vedere a tutto il mondo”, dice Daniela Martani  nel video. “Non posso più guardare,” dice Claudia Zanella. “E se non li salviamo noi e non li aiutiamo noi, chi li aiuta?” chiede Elisa Di Eusanio.

Circa nove milioni di topi, ratti, pesci, cani e altri animali vengono utilizzati ogni anno per esperimenti crudeli e altri procedimenti nell’UE. La maggior parte dei test non riesce a fornire previsioni affidabili circa gli effetti sugli esseri umani, tuttavia gli sperimentatori immobilizzano cani, conigli e porcellini d’India e applicano deliberatamente sostanze chimiche potenzialmente tossiche sulla loro pelle rasata o gliele spingono in gola, provocando negli animali lo sviluppo di tumori o ustioni, o rendendoli ciechi.

“Per favore, unisciti a me, perché è urgente e non abbiamo più tempo. Firma ora l’Iniziativa dei cittadini europei per un’Europa senza esperimenti sugli animali”, esortano gli otto gli artisti italiani  nel video-appello.

«Il Regolamento Reach stabilisce che qualunque sostanza chimica con la quale l’uomo può venire in contatto debba essere testata sugli animali, qualora non siano disponibili metodi sostitutivi. Questo significa che è possibile il ricorso a escamotage da parte delle aziende per continuare a sperimentare su animali anche sostanze che poi rientreranno nell’industria della cosmesi», spiegata il presidente dell’OipaMassimo Comparotto. «L’iniziativa europea che sosteniamo è volta a superare questa contraddizione tra Regolamenti. È ora di superare i test crudeli e arcaici praticati sugli animali, inaugurando finalmente una nuova era in cui la scienza non faccia più ricorso alla sperimentazione in vivo».’

Per firmare, clicca qui: https://eci.ec.europa.eu/019/public/#/screen/home <<<

Per approfondire: https://endanimaltesting.eu/it

Leggi anche L’OIPA DIFFONDE L’ INZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI “SAVE CRUELTY-FREE COSMETICS”

Guarda il video su YouTube <<<

«Missioni Don Bosco – viaggio nei due Congo» – 04Agosto2022 [Rif.: Missioni Don Bosco] || Partenza il 5 Agosto 2022 – #Kinshasa e #Brazzaville

Immagine > Pag.01) Da sintesi Dossier MissioniDonBosco 'Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo' - Servizio Civile 2022-2023 [Rif.: Ufficio Stampa Missioni Don Bosco] == Web: www.missionidonbosco.org // Facebook: @missionidonbosco // Twitter: @MissioniDBosco // Instagram: @missionidonbosco

Pag.01) Da sintesi Dossier MissioniDonBosco ‘Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo’ – Servizio Civile 2022-2023

[Rif.: Ufficio Stampa Missioni Don Bosco]

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Rif.: Ufficio Stampa Missioni Don Bosco
Comunicato – 04 Agosto 2022

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«Missioni Don Bosco – viaggio nei due Congo»

«Domani 5 agosto partono per i due Congo, Kinshasa e Brazzaville, il presidente di Missioni don Bosco, don Daniel Antúnez, e la fotoreporter della stessa Onlus, Ester Negro. Saranno ospiti della comunità salesiana, che li accompagnerà a conoscere da vicino, e a documentare per le migliaia di benefattori, le opere sostenute nei due Paesi.

È una prima risposta all’invito del cardinale Pietro Parolin il quale a inizio dello scorso luglio ha compiuto la visita pastorale a nome di papa Francesco (bloccato in Vaticano dall’acutizzarsi del male al ginocchio) nella Repubblica Democratica del Congo: “pace, fratellanza, gioia” sono state le parole chiave dell’omelia rivolta ai centomila partecipanti alla celebrazione eucaristica di Kinshasa.

La stabilità del Paese africano è compromessa da numerosi mali nella società, nell’economia, nell’ambiente. I salesiani sono uno dei punti di forza per uscire dall’attuale situazione in cui “la brama di materie prime, la sete di denaro e di potere chiudono le porte della pace e rappresentano un attacco al diritto alla vita e alla serenità delle persone”, come ha denunciato il segretario di Stato vaticano. Le punte avanzate delle missioni dei figli di Don Bosco operano in territori dove esistono lo sfruttamento minorile nelle miniere, il pregiudizio ancestrale verso chi nasce con anomalie fisiche, la violenza sulle giovani donne. Vivono ai confini con le aree soggette all’azione di gruppi armai antigovernativi: pochi giorni prima della sua uccisione il 22 febbraio 2021, l’ambasciatore italiano Luca Attanasio era andato a salutare i salesiani e i cooperanti di Goma, nella regione “calda” del Kivu.

Sullo sfondo del Congo di oggi cade l’ombra scura della ricerca senza remore morali di nuovi giacimenti di coltan (la materia prima essenziale per l’elettronica) che vede coinvolte le multinazionali della telefonia e delle grandi migrazioni a causa dei combattimenti nel nord-est.

I missionari si dedicano alla crescita delle nuove leve per lo sviluppo del Paese con le loro scuole, i centri giovanili e le parrocchie. Sono radicati da 110 anni nel Congo democratico, da oltre 60 in quello repubblicano. Il viaggio di don Antúnez va a confermare dall’Italia salesiana l’impegno di far crescere le opere avviate e di affrontare nuove sfide: come quella della missione di Tshikapa di costruire, a ridosso dell’area diamantifera, una scuola primaria che dia opportunità di alfabetizzazione a quella metà di bambini che non può frequentare le scuole in città. Così come Missioni Don Bosco andrà a manifestare tutto il sostegno all’azione di p. Mario Perez che è il padre adottivo di centinaia di bambini accusati di stregoneria, e per questo sono perseguitati nei loro villaggi.

La descrizione del programma del viaggio del presidente Antúnez è nel sito https://www.missionidonbosco.org/news/il-primo-viaggio-missionario-di-padre-daniel-in-africa/»

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Immagine > Pag.03 - Geografia) Da sintesi Dossier MissioniDonBosco 'Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo' - Servizio Civile 2022-2023 [Rif.: Ufficio Stampa Missioni Don Bosco] == Web: www.missionidonbosco.org // Facebook: @missionidonbosco // Twitter: @MissioniDBosco // Instagram: @missionidonbosco

Pag.03 – Geografia) Da sintesi Dossier MissioniDonBosco ‘Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo’ – Servizio Civile 2022-2023

[Rif.: Ufficio Stampa Missioni Don Bosco]

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Pag.04 = Capitali = Kinshasa (RDC) – Brazzaville (RC)] Da sintesi Dossier MissioniDonBosco ‘Repubblica Democratica del Congo e Repubblica del Congo’ – Servizio Civile 2022-2023

[Rif.: Ufficio Stampa Missioni Don Bosco]

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Rif.:

Antonio R. Labanca – Ufficio Stampa Missioni Don Bosco

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«Soddisfazione della Commissione per la condanna internazionale della Russia per violazione delle norme in materia di aviazione e delle sanzioni UE» – 04Agosto2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 04 Agosto 2022

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«Soddisfazione della Commissione per la condanna internazionale della Russia per violazione delle norme in materia di aviazione e delle sanzioni UE»

«La Commissione accoglie con soddisfazione la decisione presa dall’Organizzazione per l’aviazione civile internazionale (ICAO), l’agenzia delle Nazioni Unite responsabile per la regolamentazione del trasporto aereo, di chiedere alla Federazione russa di cessare immediatamente le violazioni delle norme internazionali in materia di aviazione, al fine di salvaguardare la sicurezza dell’aviazione civile. La decisione dell’ICAO fa riferimento alla violazione dello spazio aereo sovrano dell’Ucraina nel contesto della guerra di aggressione della Russia come pure alla violazione deliberata e continua di varie prescrizioni di sicurezza nel tentativo, da parte del governo russo, di eludere le sanzioni dell’UE. Tra queste violazioni figurano la doppia immatricolazione illegale in Russia di aeromobili rubati a società di leasing e l’autorizzazione data a compagnie aeree russe a utilizzare tali aeromobili su rotte internazionali senza un certificato di aeronavigabilità, il certificato di sicurezza necessario, valido.

Adina Vălean, Commissaria responsabile per i Trasporti, ha dichiarato: “È estremamente importante, per la sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi, che tutti i paesi difendano il sistema internazionale dell’aviazione basato su norme. La Russia continua a non rispettare le norme fondamentali dell’aviazione internazionale e a ordinare alle proprie compagnie aeree di operare in contrasto con tali norme. Accolgo con soddisfazione la chiara condanna espressa dal Consiglio dell’ICAO, che riflette la gravità delle azioni intraprese dalla Russia.”

L’Alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell ha dichiarato: “Obiettivo delle sanzioni dell’UE, che si aggiungono a tutte le altre azioni che abbiamo adottato, è porre fine all’invasione sconsiderata e disumana dell’Ucraina da parte della Russia. In tale contesto esprimo il mio apprezzamento per la relazione dell’ICAO, in cui si segnala un altro esempio di palese inosservanza da parte della Russia delle norme e regole internazionali, che mette a rischio la vita delle persone, compresi i cittadini russi.”

L’ICAO ha informato ieri i suoi 193 Stati membri della palese inosservanza, da parte della Russia, di regole fondamentali del diritto internazionale dell’aviazione e sottoporrà la questione alla prossima Assemblea generale, che si terrà dal 27 settembre al 7 ottobre 2022.

Contesto

L’ICAO è stata la prima agenzia delle Nazioni Unite a condannare l’invasione russa dell’Ucraina e da allora ha adottato una serie di misure.

Il 15 giugno 2022, nel suo ruolo di autorità mondiale di sorveglianza della sicurezza, il Segretariato dell’ICAO ha segnalato una criticità significativa in materia di sicurezza riguardante la Federazione russa per il trattamento degli aeromobili rubati. La segnalazione di una criticità significativa in materia di sicurezza è una misura che l’ICAO riserva solo alle violazioni più gravi delle norme internazionali di sicurezza.

La decisione dell’organo direttivo dell’ICAO, il Consiglio dell’ICAO, è stata adottata il 22 giugno 2022: ha una portata più ampia rispetto a quanto è oggetto della segnalazione di una criticità significativa in materia di sicurezza e comprende anche le violazioni dello spazio aereo da parte della Russia. La questione sarà inoltre all’ordine del giorno della 41a Assemblea dell’ICAO prevista per settembre/ottobre del 2022.

L’ICAO tutela il sistema internazionale dell’aviazione civile. Gli Stati che ne fanno parte, e in particolare i membri del Consiglio dell’ICAO, devono rispettare le norme. Se un membro del Consiglio dell’ICAO agisce contro questi principi è messa a rischio la credibilità generale dell’agenzia.»

#Risparmio_di_gas – Ambito UE :: In risalto – Iniziative Luglio2022 > «Risparmiare gas per un inverno sicuro: la Commissione propone un piano di riduzione della domanda di gas per preparare l’UE a eventuali tagli all’approvvigionamento» – 2022, Luglio 21 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

Rif.: ec-europa-eu / rappresentanza It-Mi
Comunicato – 21 Luglio 2022

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«Risparmiare gas per un inverno sicuro: la Commissione propone un piano di riduzione della domanda di gas per preparare l’UE a eventuali tagli all’approvvigionamento»

«L’Unione europea si trova ad affrontare il rischio di ulteriori tagli all’approvvigionamento di gas proveniente dalla Russia a causa della strumentalizzazione delle esportazioni messa in atto dal Cremlino. Quasi metà degli Stati membri deve già fare i conti con una riduzione delle forniture di gas. Agire ora può limitare il rischio e i costi per l’Europa in caso di un’interruzione più estesa o addirittura totale, rafforzando la resilienza energetica europea.  

La Commissione propone pertanto un nuovo strumento legislativo e un piano europeo di riduzione della domanda di gas per diminuire il consumo di gas in Europa del 15% fino alla prossima primavera. Tutti i consumatori – pubbliche amministrazioni, famiglie, proprietari di edifici pubblici, fornitori di energia elettrica, industrie – possono e dovrebbero prendere provvedimenti per risparmiare gas. La Commissione accelererà i lavori in corso per diversificare le fonti di approvvigionamento, anche attraverso l’acquisto in comune, in modo che l’UE possa contare su fornitori alternativi.

La proposta della Commissione riguarda un nuovo regolamento del Consiglio su misure coordinate di riduzione della domanda di gas, basato sull’articolo 122 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che imporrebbe a tutti gli Stati membri un obiettivo di riduzione della domanda del 15% nel periodo compreso tra il 1º agosto 2022 e il 31 marzo 2023. Darebbe inoltre alla Commissione la possibilità di dichiarare, previa consultazione degli Stati membri, uno stato di “allarme dell’Unione” per motivi di sicurezza dell’approvvigionamento e di imporre loro una riduzione obbligatoria della domanda di gas. Lo stato di allarme dell’Unione può scattare in presenza di un rischio sostanziale di grave penuria di gas o di una domanda eccezionalmente elevata. Entro la fine di settembre gli Stati membri dovrebbero aggiornare i piani nazionali di emergenza per definire le modalità con cui intendono raggiungere questo obiettivo di riduzione. Dovrebbero altresì riferire alla Commissione ogni due mesi sui progressi compiuti in tal senso. Gli Stati membri che chiedono forniture di gas appellandosi al principio di solidarietà saranno tenuti a dare prova di quanto fatto per ridurre la domanda a livello interno.

Per aiutare gli Stati membri a ridurre sufficientemente la domanda, la Commissione ha adottato anche un piano europeo di riduzione della domanda di gas che stabilisce misure, principi e criteri per un’azione coordinata. Il piano si concentra sulla sostituzione del gas con altri combustibili e sul risparmio energetico complessivo in tutti i settori. Mira a garantire l’approvvigionamento delle famiglie e delle utenze essenziali come gli ospedali, ma anche di quelle industrie che sono determinanti per fornire prodotti e servizi indispensabili per l’economia, le catene di approvvigionamento e la competitività dell’UE. Offre infine orientamenti di cui gli Stati membri dovrebbero tenere conto al momento di pianificare il contingentamento.

Economizzare in estate per mettere da parte energia per l’inverno

Sostituendo il gas con altri combustibili e risparmiando energia durante l’estate possiamo costituire riserve di gas più abbondanti per l’inverno. Agire ora limiterà l’impatto negativo sul PIL evitando la necessità di azioni non pianificate in caso di crisi future. Un intervento precoce permette anche di distribuire gli sforzi nel tempo, attenuare le preoccupazioni del mercato e la volatilità dei prezzi e predisporre misure più mirate ed economicamente efficaci a tutela dell’industria.

Il piano di riduzione della domanda di gas proposto dalla Commissione si basa su consultazioni degli Stati membri e dell’industria. Lo strumentario di soluzioni disponibili per ridurre la domanda di gas è ampio: prima di vagliare opzioni di contingentamento, gli Stati membri dovrebbero esaurire tutte le possibilità di sostituzione dei combustibili, attuazione di programmi di risparmio non obbligatori e ricorso a fonti di energia alternative. Se possibile dovrebbero privilegiare il passaggio alle energie rinnovabili o a opzioni più pulite, a minore intensità di carbonio o meno inquinanti, ma potrebbe essere necessario fare temporaneamente affidamento sul carbone, sul petrolio o sul nucleare, a patto di evitare la dipendenza a lungo termine dal carbonio. Le misure basate sul mercato possono attenuare i rischi per la società e l’economia: gli Stati membri potrebbero ad esempio avviare procedure d’asta o di gara per incentivare il risparmio energetico da parte dell’industria, oppure offrire sostegno in linea con la modifica del quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato adottata ieri dalla Commissione.

Un altro importante fattore di risparmio energetico è l’abbassamento del riscaldamento e del raffrescamento. La Commissione esorta tutti gli Stati membri a varare campagne di sensibilizzazione del pubblico per promuovere l’abbassamento del riscaldamento e del raffrescamento su larga scala e a mettere in atto le numerose opzioni di risparmio a breve termine delineate nella comunicazione sul risparmio energetico nell’UE. Per dare il buon esempio gli Stati membri potrebbero prescrivere un abbassamento mirato del riscaldamento e del raffrescamento negli edifici gestiti dalle autorità pubbliche.

Il piano di riduzione della domanda aiuterà gli Stati membri a individuare e dare priorità ai clienti o agli impianti più critici tra quelli che rientrano nei gruppi di consumatori non protetti, sulla base di considerazioni economiche di ordine generale e dei seguenti criteri:

  • criticità sociale per settori come quello sanitario, alimentare, della sicurezza, delle raffinerie e della difesa, nonché per la fornitura di servizi ambientali;
  • catene di approvvigionamento transfrontaliere per settori o industrie che forniscono beni e servizi essenziali per il buon funzionamento delle catene di approvvigionamento dell’UE;
  • danni agli impianti, affinché possano riprendere la produzione senza ritardi significativi e senza bisogno di riparazioni, procedure di approvazione ed esborsi gravosi;
  • possibilità di ridurre il consumo di gas e di sostituire prodotti/componenti, vale a dire in che misura le industrie possono passare a prodotti/componenti importati e in che misura la relativa domanda può essere soddisfatta attraverso le importazioni.

Contesto: iniziative dell’UE per garantire l’approvvigionamento energetico

A seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, la Commissione ha adottato il piano REPowerEU per porre fine quanto prima alla dipendenza dell’UE dai combustibili fossili russi. REPowerEU definisce misure di diversificazione dei fornitori di energia, risparmio energetico, efficienza energetica e accelerazione della diffusione delle rinnovabili. L’UE ha inoltre adottato nuove norme in virtù delle quali gli impianti di stoccaggio sotterraneo del gas nell’UE devono essere riempiti all’80% della capacità entro il 1º novembre 2022, così da garantire le scorte per il prossimo inverno. In tale contesto la Commissione ha effettuato un esame approfondito dei piani nazionali di preparazione per far fronte a eventuali gravi interruzioni dell’approvvigionamento.

La Commissione ha istituito la piattaforma dell’UE per l’energia al fine di aggregare la domanda di energia a livello regionale e facilitare il futuro acquisto in comune di gas e idrogeno verde, garantire il miglior uso possibile delle infrastrutture affinché il gas arrivi dove ce n’è più bisogno e trattare con i fornitori internazionali. Nell’ambito della piattaforma sono già stati creati cinque gruppi regionali di Stati membri e un’apposita task force di sostegno all’interno della Commissione. L’UE sta riuscendo ad affrancarsi dal gas russo grazie all’aumento delle importazioni di GNL e gas via gasdotto da altri fornitori. Nella prima metà del 2022 le importazioni di GNL non proveniente dalla Russia sono cresciute di 21 miliardi di metri cubi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre le importazioni via gasdotto da Norvegia, Azerbaigian, Regno Unito e dall’Africa settentrionale hanno registrato un incremento di 14 miliardi di metri cubi.

L’UE si adopera da tempo, ben da prima dell’invasione russa dell’Ucraina, per creare un sistema energetico pulito e interconnesso, fondato sull’aumento della quota di energie rinnovabili prodotte nell’Unione, sull’abbandono graduale dei combustibili fossili importati e sulla garanzia dei collegamenti e della solidarietà tra Stati membri in caso di interruzione delle forniture.

Riducendo progressivamente la dipendenza dalle fonti fossili e il consumo complessivo di energia nell’UE grazie a una maggiore efficienza energetica, il Green Deal europeo e il pacchetto “Pronti per il 55%” (Fit for 55) rafforzano la sicurezza dell’approvvigionamento nell’Unione. REPowerEU fa leva su queste proposte per accelerare l’adozione delle energie rinnovabili in tutta l’UE e la realizzazione di investimenti a favore dell’efficienza energetica. A oggi oltre il 20% dell’energia dell’UE proviene da fonti rinnovabili. La Commissione ha proposto di raddoppiare tale quota, portandola almeno al 45% entro il 2030. Si stima che dall’inizio dell’anno la capacità di generazione di energia rinnovabile sia cresciuta di 20 GW supplementari, equivalenti a oltre 4 miliardi di metri cubi di gas naturale.

Grazie ai nostri investimenti nei terminali GNL e negli interconnettori del gas, attualmente ogni Stato membro può approvvigionarsi da almeno due fonti e sono possibili flussi inversi tra paesi vicini. Ai sensi del regolamento sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas, gli Stati membri devono disporre di piani d’azione preventivi, di piani di emergenza nazionali e di un meccanismo di solidarietà che garantisca l’approvvigionamento dei “clienti protetti” nei paesi vicini in caso di grave emergenza.»

Per ulteriori informazioni

Domande e risposte

Comunicazione

Allegato

Regolamento

Quadro temporaneo di crisi per gli aiuti di Stato

Scheda informativa: “Risparmiare gas per un inverno sicuro”

Scheda informativa: “Piano europeo di riduzione della domanda di gas”

Scheda informativa: “Aiutare le città a risparmiare energia”

Flexible Assistance to Territories FAST-CARE || «Ucraina: La politica di coesione intensifica il sostegno per far fronte alle conseguenze dell’aggressione russa in Ucraina con l'”Assistenza flessibile ai territori”» – 29Giugno2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

«Ucraina: La politica di coesione intensifica il sostegno per far fronte alle conseguenze dell’aggressione russa in Ucraina con l'”Assistenza flessibile ai territori”»

«Oggi la Commissione ha compiuto un altro importante passo avanti per aiutare gli Stati membri, le autorità regionali e locali e i partner ad affrontare le conseguenze dell’aggressione russa in l’Ucraina adottando l'”Assistenza flessibile ai territori” (Flexible Assistance to Territories FAST-CARE). Si tratta di un nuovo pacchetto globale che estende il sostegno già fornito nell’ambito dell’Azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa (Cohesion’s Action for Refugees in Europe, CARE) offrendo ulteriore flessibilità e sostegno ai finanziamenti della politica di coesione.

CARE ha mobilitato investimenti per alloggi, assistenza sanitaria, servizi di traduzione o formazione destinati agli sfollati e ai paesi che li accolgono; tuttavia, viste le crescenti necessità, il Consiglio europeo, il Parlamento europeo e le regioni dell’UE hanno chiesto alla Commissione di presentare nuove iniziative nell’ambito del quadro finanziario pluriennale per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tal senso.

FAST-CARE risponde offrendo ulteriore flessibilità per l’attuazione degli investimenti della politica di coesione, il che contribuisce anche ad attenuare il ritardo nell’attuazione dei progetti finanziati dall’UE a causa dell’effetto combinato della COVID-19 e degli elevati costi dell’energia, della carenza di materie prime e di manodopera causati dalla guerra.

Il pacchetto introduce tre modifiche alle norme della politica di coesione per i periodi 2014-2020 e 2021-2027 per velocizzare e agevolare ulteriormente l’aiuto degli Stati membri all’integrazione dei cittadini di paesi terzi, pur continuando a sostenere la ripresa delle regioni dalla pandemia di COVID-19.

  • Maggiore sostegno a coloro che accolgono gli sfollati: Stati membri, autorità locali e organizzazioni della società civile
    • prefinanziamenti sono aumentati di ulteriori 3,5 miliardi di € da versare nel 2022 e nel 2023, il che metterà rapidamente a disposizione di tutti gli Stati membri liquidità aggiuntiva; ciò si aggiunge ai 3,5 miliardi di € di prefinanziamenti già versati a titolo di REACT-EU dal marzo 2022.
    • La possibilità di un cofinanziamento dell’UE del 100 % per il periodo 2014-2020 è ora estesa alle misure che promuovono l’integrazione socioeconomica dei cittadini dei paesi terzi. Questa opzione è applicabile anche ai programmi 2021-2027, da rivedere a metà del 2024.
    • Gli Stati membri possono aumentare l’importo del costo unitario semplificato dai 40 € introdotti da CARE a 100 € alla settimana a persona per coprire le esigenze di base dei rifugiati e richiederne il rimborso fino a 26 settimane, rispetto alle 13 attuali; ciò permette un’ulteriore semplificazione dell’utilizzo dei fondi per i gli sfollati.
    • Estensione della possibilità di finanziamento incrociato già concessa nell’ambito di CARE tra il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo (FSE) al Fondo di coesione: ciò significa che il Fondo di coesione può ora mobilitare risorse anche per far fronte alle conseguenze delle sfide migratorie.
  •  Garantire che gli investimenti arrivino dove è più necessario
    • Almeno il 30 % delle risorse mobilitate dalle flessibilità previste dovrebbe essere concesso a operazioni gestite da autorità locali e organizzazioni della società civile che operano nelle comunità locali, per fornire un sostegno adeguato a coloro che portano il peso di questi sforzi.
    • Ai fini del rimborso, le spese per operazioni correlate alle sfide migratorie possono ora essere dichiarate retroattivamente, anche quando l’operazione è già stata completata.
    • I programmi possono sostenere operazioni al di fuori del campo di applicazione geografico del programma, ma all’interno dello Stato membro. Ciò permetterà di convogliare il sostegno dove è più necessario, dato che spesso i rifugiati si spostano all’interno degli Stati membri.
  • Sostegno pratico per risolvere il problema dei ritardi nell’attuazione dei progetti.
    • I progetti di importo superiore a 1 milione di € (ad esempio nel settore edile) finanziati nell’ambito dei programmi 2014-2020 ma che non hanno potuto essere completati in tempo a causa di aumenti dei prezzi, carenze di materie prime e manodopera, possono continuare a essere sostenuti nell’ambito dei programmi 2021-2027.
    • Maggiore flessibilità per gli Stati membri alla chiusura dei programmi per sfruttare al massimo l’importo dei fondi che possono ottenere, anche in caso di ritardi nell’attuazione.

Dichiarazioni di membri del Collegio

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente esecutivo per Un’economia al servizio delle persone, ha dichiarato: “L’UE è totalmente solidale con l’Ucraina contro la brutale aggressione della Russia. Gli Stati membri dell’UE hanno accolto milioni di ucraini che fuggono da questa guerra, ma devono anche affrontarne le conseguenze economiche, ad esempio i costi supplementari e le difficoltà legate alla catena di approvvigionamento. La proposta odierna ha un importante obiettivo umanitario ed economico: migliorare il sostegno dell’UE agli sfollati dall’Ucraina e agevolare il lavoro degli Stati membri per realizzare i principali progetti finanziati dall’UE che rischiano ora di subire ritardi. Ce ne occuperemo rendendo le norme della politica di coesione dell’UE più semplici e flessibili, seguendo i principi della sana gestione finanziaria e rispettando gli obiettivi del Green Deal.”

Elisa Ferreira, Commissaria per la Coesione e le riforme, ha aggiunto: “Le conseguenze dell’invasione non provocata e ingiustificata dell’Ucraina da parte della Russia aumentano di giorno in giorno. Fin dall’inizio la politica di coesione ha offerto una risposta globale e pragmatica alle varie difficoltà incontrate dagli Stati membri e dagli enti locali e regionali. Oggi, con le proposte FAST-CARE, intensifichiamo l’assistenza proponendo una maggiore flessibilità e più mezzi nell’ambito della politica di coesione per integrare i cittadini di paesi terzi e per sostenere chi se ne occupa in prima persona. Tali proposte contribuiranno ad attenuare il duplice impatto negativo della COVID-19 e della guerra nell’attuazione dei programmi.”

Nicolas Schmit, Commissario per il Lavoro e i diritti sociali, ha dichiarato: “Finora l’UE ha accolto più di 6,2 milioni di persone in fuga dalla guerra di aggressione della Russia in Ucraina. Le autorità degli Stati membri e le organizzazioni della società civile svolgono un ottimo lavoro in circostanze molto difficili per fornire vitto, alloggio, istruzione, sostegno e opportunità di occupazione a coloro che arrivano nell’Unione. Il pacchetto FAST-CARE è un modo concreto per dare ulteriore solidarietà a tutti gli Stati membri con gli strumenti e i fondi di cui disponiamo.”.

Prossime tappe

Le modifiche proposte del regolamento recante disposizioni comuni per il periodo 2014-2020 e del regolamento recante disposizioni comuni per il periodo 2021-2027 devono essere adottate dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Contesto

L’UE continua a rimanere al fianco dell’Ucraina alla luce dell’aggressione militare non provocata e ingiustificata da parte della Russia, sostenendo gli sforzi degli Stati membri per accogliere i rifugiati provenienti dall’Ucraina.

CARE ha introdotto elevati livelli di flessibilità per gli Stati membri nell’utilizzo dei fondi disponibili della politica di coesione per il periodo 2014-2020 e delle risorse del Fondo di aiuti europei agli indigenti per sostenere le persone che fuggono dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e fornire assistenza materiale di base, come prodotti alimentari e vestiario.

Inoltre, la Commissione ha versato 3,5 miliardi di € di prefinanziamento nell’ambito di REACT-EU e ha ulteriormente semplificato la mobilitazione dei fondi grazie all’introduzione dei costi unitari per persona, al fine di coprire le necessità immediate dei rifugiati: prodotti alimentari, assistenza materiale di base, alloggi e trasporti. Inoltre, la dotazione di 10 miliardi di € dei fondi REACT-EU per il 2022 potrebbe essere utilizzata immediatamente per far fronte a queste nuove esigenze.

Le proposte legislative odierne estendono ulteriormente il sostegno della Commissione ai portatori di interessi, ottimizzano un uso efficace dei fondi e rispondono alle esigenze aggiuntive degli Stati membri e delle autorità regionali e locali a seguito della guerra in Ucraina.»

Per ulteriori informazioni

Sito web – Solidarietà dell’UE con l’Ucraina

Ucraina: l’UE intensifica la solidarietà nei confronti delle persone in fuga dalla guerra

Domande e risposte: La politica di coesione intensifica il sostegno per far fronte alle conseguenze dell’aggressione russa in Ucraina con l'”Assistenza flessibile ai territori”

Comunicazione e proposta di regolamento FAST-CARE

CARE – Azione di coesione a favore dei rifugiati in Europa



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«Ucraina: l’UE mobilita riserve di emergenza per far fronte alle minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari» – 27Giugno2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi]

= «Ucraina: l'UE mobilita riserve di emergenza per far fronte alle minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari» - 27Giugno2022 [Rif.: ec-europa-eu / rappr. It-Mi] || > «Ukraine: EU mobilises emergency reserves for chemical, biological, radiological and nuclear threats» - Press release, 27June2022, Brussels
- In: http://www.comunicarecome.it/_EU-ec-europa-2022GiuJune27==Ucraina--la-UE-mobilita-riserve-di-emergenza-per-far-fronte-alle-minacce-chimiche-biologiche-radiologiche-e-nucleari.html <===
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Leggi in: http://www.comunicarecome.it/_EU-ec-europa-2022GiuJune27==Ucraina--la-UE-mobilita-riserve-di-emergenza-per-far-fronte-alle-minacce-chimiche-biologiche-radiologiche-e-nucleari.html <===